Titolo: Vento e sabbia
Autore: Domenico Infante
Editore: Scrittura&Scritture
Pagine: 88
Prezzo: € 8,00
Pubblicazione: 2011
ISBN: 978-88-8968-224-1
Valutazione Libri Consigliati: apprezzabile.
Otto racconti poetici con il dono dell’essenzialità, legati tra loro – è proprio il caso di dire – da un filo di vento. Vento e Sabbia di Domenico Infante è un libro piccolo e gustoso che racconta piccole storie di miseria e di riscatto. Tramontana, Grecale, Levante, Scirocco, Ostro, Libeccio, Ponente, Maestrale… questi i venti che rivestono, con il proprio nome, i racconti che compongono questo libello.
A colpire è innanzitutto la scrittura, descrittiva ed evocativa al tempo stesso, sicuramente densa e pregna di lirismo. E i racconti sono, infatti, quasi delle poesie, poesie in forma di prosa, verrebbe da dire parafrasando Pasolini. E, come succede per le poesie, non ci sono mezze misure, o li si ama o li si evita. Tuttavia bisogna entrarci, farsi catturare dalla melodia delle parole, farsi incantare dalle storie, farsi anche respingere se è il caso.
Molto incisive le descrizioni dei personaggi, e pare quasi di vederseli parare davanti:
“La prima cosa che colpiva, a guardarlo, era la sua magrezza, non era alto né sembrava forte, la faccia a causa dei pochi denti solitari, risultava compressa dal basso verso l’alto, aveva i capelli grigi, arruffati, difficili da pettinare, a volte ho pensato che fossero indipendenti dal corpo, che esprimessero una qual ribellione”.
Questo è don Peppino, protagonista del racconto (e del vento) Ostro. E questo è il protagonista senza nome del racconto Maestrale:
“Aveva il naso aquilino, il volto affilato, i capelli radi, il sorriso fragoroso, cristallino, le mani nodose che parlavano di lui, degli anni passati, del lavoro andato, di due dita di vino in un bicchiere – sì ma solo due, perché io non bevo – di sigarette consumate sui pontili, nei porti di paesini di provincia”.
Il libro si fa leggere volentieri, non solo per la sua brevità, ma anche e soprattutto per la sua densità e per la sua capacità di assorbire il lettore, di irretirlo nelle sue ragnatele di trame oniriche e venate di malinconia.
Certo, non tutti i racconti, possono dirsi ben riusciti, qualcuno stenta un po’ a decollare (Tramontana e Ostro i miei preferiti) e soprattutto ho trovato inutili e forzate quelle due paginette iniziali in cui, quasi a voler creare una cornice per i successivi racconti, si simula uno spettacolo teatrale che ha come protagonista il vento. Ma, nel complesso, è un libro onesto, pulito, che invita alla riflessione. Un libro da meditazione, magari da accompagnare con un buon bicchiere di vino liquoroso.
Mariella Sciancalepore per Libri Consigliati
L’AUTORE
Domenico Infante nasce a Napoli il 4 luglio del 1963, vive a Roma dal 2005 dove l’ha condotto il suo lavoro. Diverse sono le sue esperienze di lavoro, principalmente in società operanti nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni. Amante del mare, della musica, del cinema e lettore accanito di narrativa (tradizionale e a fumetti), collabora dal 2004 con il sito www.napolisoccer.net per il quale scrive articoli di costume.
Sommelier, si definisce amante della cucina regionale e delle culture enogastronomiche legate al territorio. Con il suo primo libro, Cronache del vicolo (Scrittura & scritture, 2007), riceve una segnalazione di merito dalla giuria del Premio Piccola editoria di Qualità 2007 e vince il Premio letterario Desenzano Libro Giovani 2008.
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