Uomo in mare di Günter Kunert

Uomo in mare

Uomo in mare

TitoloUomo in mare
Autore: Günter Kunert
a cura di: Giovanni Nadiani
Editore: Mobydick editore
Pagine: 144
Prezzo: € 13,00
Pubblicazione: maggio 2010
ISBN: 978-88-8178-451-6

Valutazione Libri Consigliati: imperdibile.


“L’estetica plebiscitaria è particolarmente efficace e convincente: quanti più lettori, tanto più importante l’opera.”

Günter kunert

Ci si dovrebbe interrogare, seriamente e a lungo, sulle ragioni che sottendono le preferenze, il gusto letterario di un Paese come il nostro. Dovremmo domandare a chi stabilisce ogni mese, ogni anno cosa si venderà e cosa no nelle librerie come mai gli scritti di Günter Kunert siano (quasi) introvabili in Italia. Dovremmo ringraziare, infine, chi ci permette di godere delle riflessioni acutissime, intimistiche e universali al contempo, bellissime in definitiva dello scrittore tedesco di Kaisborsel.

La vicenda biografica di Kunert segna inevitabilmente il suo pensiero, i momenti di profondo sconforto nei confronti delle utopie politiche (“mezzosangue di primo grado”, figlio di madre ebrea e padre ariano, visse da adolescente l’ascesa al potere hitleriana e in seguito aderì al partito unico socialista nell’ex DDR, dalla quale nel 1979 finalmente espatrierà alla volta della RFT, stabilendosi presso il villaggio di Kaisborsel, sua attuale residenza) e nella ragionevolezza dell’uomo. All’età di diciassette anni Kunert comprende di doversi dedicare interamente alla scrittura, destinando le sue altre passioni, la pittura e la grafica, a ricoprire un ruolo secondario.


Günter Kunert è autore di oltre cento libri, principalmente conosciuto come poeta (nel 1991 è stato insignito del prestigioso Hölderlin-Preis per la poesia) è dotato di una non comune versatilità (derivante dalla personale convinzione secondo la quale non è possibile cogliere la moltitudine dei riflessi, delle variazioni rel reale fermandosi alla scelta di un’unica forma narrativa, costretti dai limiti del romanzo), di un’imponente capacità retorica e dialogica che emergono di prepotenza dalla lettura di questa raccolta di prose brevi, frammenti, “epifanie aforistiche ed epigrammatiche” curate da Giovanni Nadiani e pubblicate da Moby Dick editore.

Nei sogni a occhi aperti io talvolta cambio esistenza: in trattoria mi infilo nell’essere dell’oste che nottetempo si avventa sulla cameriera, colmo di voluttà e di pensieri all’incasso della giornata. In qualità di pilota, dal campo di aviazione salgo nella cabina di pilotaggio, non percepisco più i rumori della Terra, già con l’animo sopra le nuvole, già non più qui, non sono ancora là. […] Il viaggio quotidiano a Varsavia o a Praga si fa sconsolato, una tortura a diecimila metri di quota che sembra non finire mai, al pari del perenne memorizzare le parti, le prove al mattino, quando davanti alla caverna tetra del teatro il sole mette ogni cosa nella giusta luce; come pure non finiscono mai le querce, i pini e gli abeti, che come le teste di un’idra subito ricrescono quanti più se ne abbattono: lotta disperata con le foreste e al loro interno; prigioniero tra fiorenti inferriate.
Come un panorama che da lontano alletta il viaggiatore prima di arrivarvi, e di cui egli sa che esso resterà meraviglioso finché non vi si stabilirà, ecco così è la vita, che non ci appartiene”
(tratto da Sogni a occhi aperti, in Sogni a occhi aperti a Berlino e in altri posti, pag. 12 della raccolta Uomo in mare).

L’attualità di certe considerazioni, la forza straniante convogliata nei componimenti paradossali e nelle raffinate costruzioni apodittiche fanno di queste brevi prose momenti d’ineludibile accrescimento e di vicinanza, dimostrano quanto profonda sia la sensibilità logica e umana di questo scrittore che ha, in piena consapevolezza, abdicato al mondo dei “normali” per approdare alla sua personale Heimat, patria intangibile costruita sulla forza rassicurante delle parole, assolutamente libera e sincera.

Commoventi, infine, i monologhi sull’arte dello scrivere, nei quali Kunert si interroga sul senso ultimo della sua condizione (vedi Perché scrivere?, pag. 33 della raccolta Uomo in mare).

Roberto Giungato per Libri Consigliati

L’AUTORE

Gunter Kunert

Günter Kunert

Günter Kunert, dalla vicenda biografica paradigmatica per la storia tedesca ed europea dagli anni Trenta fino al nuovo millennio, nasce a Berlino nel 1929 da madre ebrea e padre tedesco. Scampato fortunosamente al lager, si scopre scrittore giovanissimo – dopo i primi studi di arte figurativa nella nascente Germania Est – stimato e incoraggiato, tra l’altro, da Johannes R. Becher e dal “maestro” Bertolt Brecht. Le sue posizioni improntate da uno scetticismo critico non scevro da ironia e satira nei confronti del sistema del “socialismo reale” gli procurano notevoli conflitti con le autorità, che nel 1979 lo costringeranno a trasferirsi nella RFT, dove trova rifugio nel villaggio di Kaisborsel (Schleswig-Holstein), dove vive tuttora. Considerato uno dei “grands seigneurs” dell’odierna letteratura tedesca, autore di memorabili liriche – per le quali gli è stato conferito nel 1991 il Premio Hölderlin – è tuttavia scrittore a tutto campo (narrativa, testi per la radio, la televisione e il cinema, saggi e articoli, prose di varia natura) con oltre cento libri all’attivo, quasi tutti pubblicati dal prestigioso Hanser Verlag di Monaco.

Giovanni Nadiani insegna presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori dell’Università di Bologna, sede di Forlì. A partire dal 1984 ha pubblicato diverse raccolte di storie brevi, di versi (che hanno ottenuto significativi riconoscimenti quali i premi “Pascoli”, “Noventa”, “Marin”) e CD poetico-musicali realizzati con la band blue-jazz Faxtet. Scrive anche per il teatro e il cabaret, mentre come traduttore ha curato opere di molti poeti e narratori tedeschi, neerlandesi e di aree linguistiche “minoritarie”, ricevendo per questa attività il Premio “San Gerolamo per la traduzione”.

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