Titolo: Un’oncia di rosso cinabro
Autore: Chiara Arrighetti
Editore: CartaCanta
Pagine: 248
Prezzo: € 16,00
Pubblicazione: aprile 2010
ISBN: 978-88-96629-06-2
Valutazione Libri Consigliati: da non perdere.
Non sono un amante del romanzo storico, lo ammetto, ma Un’oncia di rosso cinabro, ultimo lavoro di Chiara Arrighetti, già autrice per Einaudi, ha saputo tenermi incollato alla pagina. In questo romanzo c’è tutto ciò che si può chiedere a un’opera di genere (ambientata nella provincia ravennate, a cavallo fra quindicesimo e sedicesimo secolo): una fedele e minuziosa ricostruzione delle atmosfere, un linguaggio ben curato e adattissimo, una notevole commistione di passione per la pittura rinascimentale e capacità nel tessere la trama di una vicenda dalle sfumature oscure, violente, eppure narrate con delicatezza e sapienza.
Chiara Arrighetti conosce profondamente la materia (si è laureata con lode in Lettere all’Università di Bologna discutendo, appunto, una tesi sui fratelli Francesco e Bernardino Zaganelli) e non esito ad affermare che l’amore profuso nello studio dell’arte e delle vicende personali dei due pittori romagnoli sia stato trasposto in modo pregevole in Un’oncia di rosso cinabro.
I fratelli Zaganelli rappresentano un piccolo enigma nella loro singolarità, per peculiarità di carattere e produzione, nell’ambiguità dell’intreccio espressivo che caratterizza le pitture frutto di un’ammirevole lavoro a due mani. E partendo dallo studio, dall’approfondimento nella conoscenza dei pittori che operavano nel piccolo centro di Cotignola, la Arrighetti compone un mosaico realistico e seducente portando al centro della scena i due artisti e Stefano Bondinelli, novello apprendista che il maggiore fra gli Zaganelli accoglie come discepolo nella bottega di Vicolo Coda Lunga.
Mentre l’atra mors, la morte nera, la peste, incombe sulle vite dei protagonisti, la storia personale dei dissidi artistici, delle rivalità fraterne si innesta in un quadro più ampio, nel quale l’attenzione si sofferma sull’evoluzione di Stefano, dotato di un talento prodigioso nell’arte pittorica, che s’invaghisce della bella e giovane Luna, figlia di uno dei suoi due maestri proprio mentre i fratelli Zaganelli sono alle prese con un’importante commessa: una pala raffigurante la Madonna col Bambino in trono fra San Giovanni Battista e San Floriano.
L’equilibrio della narrazione, lo sguardo dell’autrice che indaga le passioni e le debolezze umane, che finiscono per segnare inevitabilmente il cammino del giovane Stefano, sono apprezzabilissimi, tanto sensibile e delicato è l’accostarsi di chi scrive all’oggetto del proprio interesse, tanta cautela nel mantenere un benefico distacco dalle cose e dalle persone, mai abusando nell’utilizzo di una terminologia tecnica che cattura ancor più l’attenzione, dalla quale la Arrighetti non si lascia mai prender la mano.
In conclusione, un romanzo che consiglio caldamente agli amanti del genere (e non).
Roberto Giungato per Libri Consigliati
L’AUTORE
Chiara Arrighetti è nata a Trento nel 1961 e si è laureata con lode all’Università di Bologna in Lettere, discutendo una tesi sui pittori rinascimentali Francesco e Bernardino Zaganelli (amati anche da Federico Zeri) ora protagonisti di Un’oncia di rosso cinabro.
Questo è il suo secondo romanzo storico, dopo Sebastiano e i sogni, scritto assieme a Stefano Bordiglioni per Einaudi, vincitore del Premio Penne 2002. Nello stesso anno ha vinto il Premio Nazionale Città di Sassello con il racconto L’antidoto allo smarrimento. Ha poi ricevuto altre segnalazioni a concorsi letterari e pubblicato diversi articoli, soprattutto di carattere storico.
Da anni vive in Romagna assieme ai figli e ai suoi due cani. Alterna il lavoro alla passione per l’archeologia medioevale e all’attività di volontariato presso il Canile di Forlì.
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Si legge tutto d’un fiato.
Lo consiglio
è il libro più appassionante, anche perchè in grande parte vero, letto negli ultimi tempi!!
è talmente appassionante che mi ha fatto amare i pittori Zaganelli che prima consideravo minori e locali , ma in realtà sono ,ognuno a modo suo, dei grandi maestri degni di essere conosciuti e approfonditi.
poi c’è il fascino del mistero, l’atra mors..che fa tremare solo a pronunciarla; trovo che veramente interessante sia la descrizione della bottega e di tutto quello che vi succedeva, quindi come si arrivava a completare un’opera d’arte . questa “bottega” è in realtà la bottega per eccellenza di qualunque artista dell’epoca, potrebbe essere ovunque e di qualunque grande pittore!! è reale, intrigante…insomma mi è piaciuto un sacco
fabio