Titolo: Un sorso di arsenico
Autore: Adriana Assini
Editore: Scrittura & Scritture
Pagine: 232
Prezzo: € 11,50
Pubblicazione: marzo 2009
ISBN: 978-88-89682-27-2
Valutazione Libri Consigliati: consigliato.
L’acqua tofana divenne celebre intorno alla metà del XVII secolo, quando ad opera di una cortigiana e fattucchiera, Giulia Tofana, l’utilizzo di questo preparato velenoso incolore e inodore (del tutto simile all’acqua appunto) si diffuse fra Palermo, Napoli e Roma quale “rimedio” in uso fra le donne d’ogni rango e provenienza sociale per liberarsi, senza lasciar traccia che potesse suscitare sospetto, dal giogo d’un consorte di volta in volta troppo violento, tirannico o ubriacone.
Sul conto di Giulia Tofana (o Toffana) non si hanno notizie certe, ma con tutta probabilità nacque a Palermo e fu figlia d’arte, se una tale espressione può considerarsi consona per una donna che apprese i primi rudimenti dell’arte delle “pozioni” dalla madre che uccise suo marito proprio per avvelenamento. Crescendo, Giulia affinò le sue capacità grazie alle frequentazioni intrattenute con i farmacisti della città, che seduceva grazie all’innegabile avvenenza. Arrivò a perfezionare, quindi, la sua mistura a base d’arsenico, a tal punto da renderla irrintracciabile nel cadavere del malcapitato di turno. Ben presto la sua fama la rese ricca e tristemente nota finché, nella città di Roma, Giulia Tofana venne imprigionata a seguito dell’accusa scagliata nei suoi confronti da un uomo scampato all’attentato orchestrato ai suoi danni dalla moglie, in concomitanza con il diffondersi della voce che la voleva artefice dell’avvelenamento delle acque della capitale. Processata dal tribunale dell’Inquisizione, Giulia, affatto pentita delle sue azioni, confessò che la sua acqua tofana aveva causato perlomeno seicento decessi.
All’autrice di Un sorso d’arsenico, Adriana Assini, dobbiamo render merito per aver portato alla luce una vicenda dal fascino tanto oscuro quanto contraddittorio (che non mancò di esercitare la sua influenza persino su Mozart che negli ultimi anni di vita, mentre lavorava alla messa da requiem che prese poi il nome di “Requiem per se stesso”, era ossessionato dall’idea di essere stato avvelenato proprio con l’acqua tofana).
All’ombra del pontificato di papa Urbano VIII, della dominazione spagnola e della longa manus della corrotta “Santa Inquisizione” si consumano le vicende che vedono protagonisti Giulia Tofana, frate Nicodemo invaghitosi di lei, e il nobile palermitano Manfredi, mosso da vero amore per la bella fattucchiera e meretrice. In fuga dalla Sicilia, devastata da un’epidemia di peste, Giulia accetta la proposta di Nicodemo che vuole condurla nella città papale per proteggerla e prendersi cura della sua anima sempre in bilico fra due opposte e inconciliabili tendenze: un sincero pentimento e la sprezzante convinzione d’essere investita d’una missione di libertà. Libertà che suona, in questo caso, come una sorta d’emancipazione tutta femminile dai soprusi e dalle violenze dell’uomo.
Quanto ne emerge è un agile romanzo storico, fedele nel linguaggio quanto nella lettura della psicologia dei personaggi principali (fra i quali senza dubbio spicca la figura combattuta di Nicodemo, vera chiave di lettura e specchio dell’eterno conflitto fra sacro e profano, onestà e ipocrisia) che non manca di coinvolgere anche il lettore meno avvezzo alla narrativa di genere.
Giulia è una donna che mantiene integra un’onestà intellettuale impensabile per una “fattucchiera” dedita al vizio e all’inganno, lasciando trasparire in lei un’identità morale perfettamente integra e coerente, che va a contrapporsi con fierezza (a testa alta) alle aberrazioni di un intero periodo storico, simbolicamente rappresentate dalla doppiezza di Nicodemo.
Un buon romanzo, in conclusione, che avremmo definito “notevole” se solo i dissidi tutti interiori della protagonista avessero trovato uno spazio maggiore nell’equilibrio complessivo dell’opera.
La redazione di Libri Consigliati
L’AUTRICE
Adriana Assini, scrittrice e acquerellista romana, ha pubblicato vari romanzi, ottenendo numerosi riconoscimenti fra i quali:
2009 1° premio ex equo al concorso “Fantastika” per racconti inediti – San Fili (Cs) – Teatro Comunale, ottobre
2009 1° premio Cesare Pavese, sezione narrativa inedita – Casa-museo Pavese, Santo Stefano Belbo, 29 agosto.
2006 1° Premio Cepam – Casa natale-museo Cesare Pavese, Santo Stefano Belbo, per il racconto lungo Sogni divini (inedito);
2006 1° premio Accademia Terra del Vesuvio, Nocera Inferiore, 2006 per il romanzo Il Fuoco e la Creta, storie comuni in tempi straordinari nella Napoli del 1799 (Spring Edizioni, 2003)
2004 – 1° Premio Parola di Donna, Potenza, per il romanzo Il bacio del diavolo, storia della Contessa sanguinaria (Spring Editore, 2004);
Nel novembre 2007 ha pubblicato con la casa editrice Scrittura & Scritture di Napoli il romanzo storico Le rose di Cordova.
Nel marzo 2009 ha pubblicato, sempre per Scrittura&Scritture, il suo secondo romanzo storico Un sorso di arsenico.
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