Titolo: Un piccolo omicidio
Autore: Alan Moore, Oscar Zarate
Editore: Magic Press
Pagine: 96
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione: marzo 2011
ISBN: 978-88-7759-359-7
Valutazione Libriconsigliati: consigliato
Quando ci si accinge a valutare un’opera di Alan Moore bisogna sempre prepararsi a fare un passo indietro, a guardare il libro da una certa distanza, se necessario dimenticare il nome dell’autore, altrimenti è inevitabile cadere in giudizi viziati dall’inevitabile timore reverenziale che si deve provare per quello che è universalmente riconosciuto come il miglior sceneggiatore di fumetti di scuola anglosassone. Watchmen, V for Vendetta, From Hell: sono i 3 più noti lavori del maestro di Northampton, anche perché trasposti, non sempre con la debita cura, in film di successo.
Ma la produzione di Moore è a dir poco vasta, e alcune cose, considerate minori più per questioni commerciali che di qualità, sono spesso rimaste inedite al di fuori del mercato anglosassone. Un Piccolo Omicidio (“A small killing” il titolo originale) rientra in questa categoria di opere messe in secondo piano, e fa la sua comparsa sul mercato italiano solo pochi mesi fa, grazie all’operato attento della casa editrice Magic Press, nonostante la prima edizione originale risalga al 1991.
La storia parla di Timothy Hole, un rampante pubblicitario inglese che, grazie alle sue campagne promozionali geniali, si troverà a vivere tra l’Inghilterra e l’America, in un mondo di apparenze e di artisti presunti o reali, lasciandosi alle spalle ad ogni spostamento pezzi della sua vita: prima la moglie, poi un’amante, poi un figlio che non nascerà mai, e infine una parte importante della sua identità e della sua storia personale.
Ad affiancare Moore, troviamo Oscar Zarate per la sezione grafica, che dipinge dei suggestivi e spesso surreali personaggi che vanno a incastonarsi ad arte in una trama complessa e non lineare, costruita attraverso indizi disseminati pagina dopo pagina.
Zarate, peraltro, come si legge più diffusamente in una postfazione costituita quasi interamente da dichiarazioni e stralci d’interviste ai due autori, ottimamente organizzati da Rodriguez, è anche l’ideatore del concept alla base dell’intera storia, ovvero l’idea di un uomo tormentato dall’immagine di un misterioso bambino che vuole ucciderlo per vendetta. L’idea è stata poi sviluppata da Moore in maniera sapiente, in una interessante ma disturbante storia su ossessioni e sensi di colpa, intervallata da momenti di feroce critica all’arrivismo sociale che pervadeva la società capitalistica tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, evoluzione di quel fenomeno che in Italia era noto come “yuppismo”.
La costruzione narrativa, realizzata attraverso un uso invasivo e a volte faticoso da seguire del flashback, spiazza più volte il lettore, che si ritrova sommerso da elementi caratterizzanti dei vari personaggi e da episodi della vita del protagonista, Timothy. Tutte queste informazioni, pur essendo utili ad approfondire la psicologia del personaggio principale, assumono un significato logicamente ineccepibile solo alla fine, rivelando la natura reale delle ossessioni di Timothy, e svilendo alcune false piste che Moore si diverte a disseminare qui e lì nel libro.
La domanda è una: chi non conosce Alan Moore, e quindi non sapesse quanto perversamente (in senso buono) l’autore ami giocare con le sue trame, riuscirebbe a perseverare nella lettura giungendo fino alla fine del libro, o sarebbe tentato di accantonarlo prima? Le simbologie, le sottotrame, le false percezioni della realtà sono sicuramente una pacchia per il lettore paziente e scafato, ma rischiano di spaventare o annoiare chi si accosta a Un piccolo omicidio con maggior leggerezza, magari ignorando altri lavori di Moore.
Le tavole di Zarate sono semplicemente eccellenti, frutto di una sintesi stilistica tra il realistico e il grottesco, e incorporano elementi pop provenienti da grafica pubblicitaria, andando così a sposarsi con alcuni aspetti della vita del protagonista. L’uso del colore e della regia è efficacissimo, e aiuta molto il lettore a lasciarsi guidare in un’opera così complessa.
L’edizione italiana è di ottima fattura, con una stampa ottima e una buona traduzione, che non sembra far perdere nulla del testo originale. Opera da leggere anche per le magnifiche e interessantissime prefazione e postfazione, realizzate da due eccellenti operatori del settore.
Antonio Recupero per Libri Consigliati
GLI AUTORI
Alan Moore (Northampton,18 novembre 1953) è un autore di fumetti, scrittore, compositore, cantautore e occultista britannico. Si tratta probabilmente dello sceneggiatore di fumetti vivente più acclamato e premiato al mondo. Autore di opere fondamentali come MIRACLEMAN, WATCHMEN, V FOR VENDETTA, FROM HELL, creatore della linea America’s Best Comics, e pioniere della cosiddetta british invasion nel mondo del fumetto americano con il suo Swamp Thing. È anche autore di un romanzo monumentale come “La voce del fuoco” edito in Italia da Edizioni BD. Attualmente si occupa di fumetto solo marginalmente, preferendo dedicarsi all’occultismo e a sperimentazioni narrative.
Oscar Zarate è nato a Buenos Aires (Argentina) nel 1942, vive in Inghilterra dal 1971. Graphic designer, pittore, illustratore per l’infanzia e disegnatore di fumetti. Disegnatore di molte graphic novel, purtroppo inedite in Italia, oltre al lavoro con Alan Moore si fa notare per la collaborazione con Carlos Sampayo su TROIS ARTISTES A PARIS, FLY BLUES e LA FAILLE. Attualmente è al lavoro come autore completo sul graphic novel “The park”, di prossima pubblicazione nel Regno Unito.
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