Titolo: Ultime lettere di Romulus Letizia – La vita quotidiana al tempo di Silviu Berlusconescu
Autore: Catalin Florin Maggi
Editore: Fernandel
Pagine: 176
Prezzo: € 13,00
Pubblicazione: giugno 2010
ISBN: 978-88-95865-24-9
Valutazione Libri Consigliati: consigliato.
A Catalin Florin Maggi, rumeno nato a Timisoara nel 1974, dobbiamo senz’altro ascrivere un merito: con il suo Ultime lettere di Romulus Letizia è riuscito a far piazza pulita in un sol colpo dell’ipocrita perbenismo intellettuale che sta letteralmente tagliando le gambe alle nuove generazioni. Maggi esprime senza alcun timore reverenziale la condizione claustrofobica, umiliante e degenerativa dei trentenni italiani nel rapporto con il mondo del lavoro e delle responsabilità civili.
Ispirandosi alla struttura (niente di più) delle Ultime lettere di foscoliana memoria, il giovane autore rumeno convoglia delusione, insoddisfazione e rabbia in questa raccolta di ventinove missive, indirizzate ad altrettanti parlamentari nostrani, esponenti dell’attuale maggioranza di governo, compiendo un’operazione stilisticamente apprezzabile e, in definitiva, sintetizzabile in un uso indefesso e (quasi sempre) riuscito del metalogismo.
Questa è satira, insomma, e di buon livello: le premesse sono tutte nella pagina d’apertura, che precede il prologo: Maggi contrappone un magnifico passo delle Ultime lettere di Jacopo Ortis allo stralcio d’una dichiarazione del fu senatore a vita Francesco Cossiga. E la lettura di questa pagina non può che avere un effetto dirompente sul lettore meno accorto, magari convinto di avere per le mani un libricino leggero.
“Frattanto noi chiamiamo pomposamente virtù tutte quelle azioni che giovano alla sicurezza di chi comanda, e alla paura di chi serve. I governi impongono giustizia: ma potrebbero eglino imporla se per regnare non l’avessero prima violata? Chi ha derubato per ambizione le intere provincia, manda solennemente alle forche chi per fame invola del pane. Onde quando la forza ha rotti tutti gli altrui diritti, per serbarli poscia a sé stessa inganna i mortali con le apparenze del giusto, finché un’altra forza non la distrugga. Eccoti il mondo, e gli uomini.”
Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis
In breve, quindi: una missiva per ogni stortura, bruttezza morale, per ogni forzatura e manomissione della natura democratica e laica dello stato italiano, che nel libro di Maggi diviene lo stato rumeno, governato dal potente Silviu Berlusconescu. Maggi si scatena, letteralmente, contro la politica d’accoglienza (accoglienza?) italiana nei confronti dei cittadini extracomunitari e non (la Romania, non dimentichiamolo, è entrata a far parte dell’Unione a partire dal primo gennaio 2007) e non manca di denunciare a più riprese l’ipocrisia furbetta e qualunquista italiana: tutti pronti a dare in pasto alle fiere (leggi la pubblica opinione) un’intera popolazione (e qui si parla di etnia, di razzismo senza se e senza ma) quando un rom si macchia d’efferati delitti nel nostro Paese, salvo poi sfruttare di buon grado la manodopera a basso costo garantita dal flusso costante d’emigrati alle nostre aziende manifatturiere. Dimentichiamo pure di quali barbarie il popolo italiano si sia reso protagonista (dittatura fascista, occupazione coloniale in terra d’Africa e relative operazioni di sterminio) e limitiamoci a sfruttare, quando se ne presenta l’occasione, e demonizzare attraverso “mezzi di manipolazione di massa”. Verrebbe da dire: “questa è l’Italia”, ma è proprio contro l’istinto qualunquista, contro il modus operandi raffazzonato che ci contraddistingue che si scaglia Maggi.
L’autore (laureato in letteratura italiana) ha, purtroppo, un tallone d’Achille. Perché se la sua analisi è spesso particolarmente lucida, ironica, divertente per giunta, non manca di incorrere in leggerezze che ne sviliscono il risultato complessivo. Mi riferisco a non più di due passaggi, due paragrafi volendo essere precisi, nei quali il risentimento si fa tangibile al punto da tramutarsi in rabbia cieca, vestendosi di una sostanziale mancanza di tatto nell’affrontare questioni moralmente opinabili. Ed è un peccato, perché l’idea che l’autore trasmette di sé non è degna di simili eccessi.
Roberto Giungato per Libri Consigliati
L’AUTORE
Catalin Florin Maggi è nato nel 1974 a Timisoara, in Romania, ma vive in Romagna dall’età di quattro anni. È laureato in giurisprudenza. Ha pubblicato il romanzo Alla frutta (Eumeswil, 2007).
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