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@Riscoperti Archive
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Senza luce, di Luigi Bernardi
L’oscurità nella quale piombano i protagonisti del romanzo di Bernardi è condizione rivelatrice. Dalle tenebre che paiono avere una loro connaturata consistenza emerge la verità.
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Le ballate dell’angelo ferito, Guido Ceronetti
Quella che ci propone Ceronetti è una poesia alta, sottesa di etica, che attinge alla storia moderna e contemporanea cantandone gli eroi, e soprattutto le vittime, con dolorosa partecipazione.
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L’arcavacànte, di Renato Nisticò
Nisticò (che è stato studente e quindi dottorando presso l’attuale università della Calabria) costruisce una trama a metà strada fra l’immaginifico e il surreale, ammantando personaggi, luoghi e azioni di un metaforico senso nostalgico.
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Indovina chi sviene a cena, di Silvia Lessona
"Indovina chi sviene a cena" è un libro scacciapensieri, l’ideale per passare un paio d’ore al riparo dallo stress quotidiano, caratterizzato da una comicità a tratti ingenua, ma proprio per questo ancor più gradevole. -
Perché Nomadelfia, di Valeria Cammertoni
Nomadelfia è il nome della comunità fondata tra il 1947 e il 1948 da don Zeno Saltini nell’ex campo di concentramento di Fossoli e che, tra vicende spesso travagliate, sopravvive ancor oggi. -
Il tesoro di ruggine, di Tomaso Franco
Un romanzo poeticamente drammatico. Una storia delicata raccontata sottovoce, con toni piani, una punteggiatura sapiente a distanziare parole incisive e immagini semplici ma tanto forti da infondere inquietudine e percezione di pericolo imminente. -
Avevo i capelli biondi, di Anna Maria Fabiano
Colpisce soprattutto la leggerezza in questo romanzo, una leggerezza rara per un tema tanto duro e angosciante, e tanto più rara perché si accompagna a una rabbia che non tace nulla dell’omertà e dell’ignoranza che devono affrontare ogni giorno i sieropositivi e chi a questi ultimi è legato da profondo affetto. -
Pastorale italiana, di Gianfranco A. Bianchi
“Pastorale italiana” di Gianfranco A. Bianchi è quindi romanzo "on the road", ma pure soddisfa molte caratteristiche del romanzo d’ambientazione storica. Accanto ai personaggi di invenzione, ne compaiono anche di realmente esistiti, tra cui alcuni membri della famiglia Bonaparte e di altri “clan” gentilizi dell’epoca. La ricostruzione dei fatti e dei luoghi, con minuzia di dettagli geografici, architettonici e di costume, è accuratissima, e permette al lettore un’immedesimazione sensoriale a tutto tondo.
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L’inverno che non dimenticheremo, di Stefano Bernazzani
C’è l’incanto dell’infanzia che pian piano finisce nella scrittura di Stefano Bernazzanti, tutto lo stupore – a tratti splendido, a tratti doloroso – delle scoperte che ci traghettano all’età successiva. E un senso di imminenza che ti incita a proseguire la lettura, ma senza ansia, senza che mai si tocchi davvero la tragedia.
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Il minotauro di Friedrich Dürrenmatt
Il minotauro di Friedrich Dürrenmatt è una formidabile rivisitazione del mito dell’uomo-toro (o del re-toro) rinchiuso e intrappolato nel labirinto costruito da Dedalo per ordine del re Minosse di Creta. Nella versione di Dürrenmatt il labirinto è ricolmo di specchi che all’infinito replicano l’immagine del minotauro.