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recensione libro Archive
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La guerra di Boubacar, di Francesca Caminoli
Un romanzo corale che ci consegna una pagina importante della nostra storia contemporanea, quella dei soldati africani che contribuirono alla liberazione di un pezzo d’Italia durante la seconda guerra mondiale, quella dei giovani africani che oggi giungono da clandestini nella terra liberata anche dai loro nonni.
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Teresa, di Claudio Fava
Una riflessione sofferta sul senso della vita e della morte. Una storia che poteva essere come tante, fino a quando la mafia non ci ha messo lo zampino con il suo carico di morte e di dolore. Ed è proprio questo che Claudio Fava sa raccontare molto bene in Teresa: cosa la morte di una persona cara significhi, concretamente, nella vita di tutti i giorni, per chi rimane, il senso di vuoto e di inadeguatezza incisi nell’anima per sempre “quando quelle quattro parole, tuo padre è morto, mi erano precipitate addosso, suoni di vetro, calce, ossa, tuo padre è morto, un prima e un dopo, e quelle parole a far da sipario, a tagliare in due, una saracinesca che cala, una porta che si chiude. Fine.”
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Coeva, di Carlucci, Corbi, Verdiani, Capecchi
Coeva è la storia del picaresco e immaginifico viaggio intrapreso da una quanto mai strana combriccola di amici decisi ad accompagnare il giovane Kama alla ricerca del dono unico e speciale con cui poter conquistare la bella Vèlle...
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Bottecchia, di Revelli e Ferraris
Lo sceneggiatore Giacomo Revelli, supportato da un egregio Andrea Ferraris, partendo da un diario circa la cui autenticità non nasconde di nutrire più di un dubbio, ricostruisce la vita del campione a partire dall'infanzia, per passare, attraverso i conflitti familiari e i momenti di scoramento, al periodo trascorso a lavorare all'estero e quindi all'esordio nel mondo del ciclismo professionistico.
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Un’oncia di rosso cinabro, di Chiara Arrighetti
L'equilibrio della narrazione, lo sguardo dell'autrice che indaga le passioni e le debolezze umane, che finiscono per segnare inevitabilmente il cammino del giovane Stefano, sono apprezzabilissimi, tanto sensibile e delicato è l'accostarsi di chi scrive all'oggetto del proprio interesse -
Il rumore della terra che gira, di Roberto Saporito
Saporito si muove agilmente nella costruzione dei momenti, trasferendo l’io narrante dall’uno all’altro dei tre protagonisti, accomunati dall’assenza degli affetti, dal peso di ingombranti vuoti da colmare. Una sceneggiatura che si rivela senza fretta, con lucidità, nel quadro di una struttura minimalista ed esatta. -
John Harvey Kellogg. Mai dire mais, di Silvestro Ferrara
Ferrara ricostruisce con attenzione l’escalation di un uomo ossessionato dai principi dei quali si riteneva portatore se non addirittura messia, giungendo quindi a svelarci quali scontri di potere, quali avversioni incancrenite da anni di soprusi portarono alla nascita della più conosciuta azienda di produzione di cereali da colazione del mondo: la Kellogg’s. -
Prima dell’alba e subito dopo, di Rosalia Messina
A tratti, la scrittura di Rosalia Messina mi ha riportato a quella di Alice Munro. Il suo indagare consapevole ed elegante sui sentimenti, sulle differenti modalità – maschile e femminile - di concepire l’amore nelle sue dinamiche. Il tutto senza mai indulgere nel sentimentalismo facile e fine a se stesso, senza cadere nella banalità di una nomenclatura in cui “cuore” è la parola più spesa. -
Squilli di fanfara lontana, di Giuseppe O. Longo
Longo dialoga con se stesso, con la natura umana e indaga il senso ultimo delle cose attraversando incontri fugaci, notti insonni, frustrazioni e dolori, la memoria dei luoghi e delle persone; lo fa con apparente distacco, consapevole che le sue osservazioni e la ricerca di una forma di decodifica non potranno risolversi in nulla che sia spiegabile né dimostrabile.
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La “questione” dell’otto per mille di Michele Antonellini
Antonellini propone un’analisi lucida della situazione dell'istituto fiscale, dati alla mano, informazioni sulle quali chiunque ha la possibilità di riflettere senza che vi sia bisogno alcuno di profondersi in macchinose ricostruzioni o d'esser dotati di una particolare attitudine all’interpretazione di prospetti statistici complessi