Titolo: Taci infame
Autore: Walter Molino
Editore: il Saggiatore
Pagine: 239
Prezzo: € 15,00 (€ 10,50 in promozione 30%)
Pubblicazione: giugno 2010
ISBN: 978-88-428-1625-6
Valutazione Libri Consigliati: da non perdere.
“La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che il vivere rettamente sia inutile”
Così diceva Corrado Alvaro, citato dal giornalista calabrese Michele Albanese, uno dei tanti cronisti che vivono e lavorano nelle terre di mafia e che Walter Molino ha voluto rendere protagonisti del suo libro. Taci infame esce in un periodo particolare nella storia dell’informazione italiana, da un lato esplicitamente attaccata dal potere politico, che ne vorrebbe limitare la libertà (non è stato il nostro attuale presidente del Consiglio ad affermare che la libertà di stampa non è un diritto assoluto?); dall’altro lato, invece, promotrice di iniziative vergognose, strumento efficacissimo di una “strategia del fango” che ha sostituito la vera inchiesta giornalistica. E mentre i giornali sbraitano contro o a favore del governo, parlano di case a Montecarlo e di escort nero vestite, c’è tutta una schiera di cronisti, molti dei quali lavorano per testate locali, che lontani dai riflettori fanno il loro mestiere con dignità e coraggio, mettendo a repentaglio la loro vita e andando incontro, spessissimo, a un completo isolamento. Giornalisti come Arnaldo Capezzuto, ripetutamente minacciato dalla camorra; o come Antonio Sisca, che sottolinea la paradossale, surreale situazione di questo paese, dove ad avere un’etichetta addosso non sono assassini, criminali e trafficanti ma le persone perbene; o ancora come Giuseppe Baglivo, che punta il dito contro un certo tipo di stampa, troppo spesso priva di quel coraggio, di quell’intraprendenza, di quella libertà necessaria a denunciare la vergogna di un paese ipocrita, dove il vero problema non è la criminalità organizzata o i politici corrotti ma proprio quella “gente perbene” che vede e tace, che volta la faccia dall’altra parte, che i concetti di civiltà, democrazia e libertà ha trasformato in parole trite e ritrite con cui riempirsi inutilmente la bocca.
Con questo libro, Walter Molino riesce a dar voce a quelle firme della stampa italiana per le quali non si fanno manifestazioni in piazza né puntate in TV; giornalisti che devono “convivere con l’indifferenza e con la paura, il sapore agro della solidarietà a denti stretti”, i cui articoli vengono pagati quattro centesimi a riga, spesso non solo dimenticati ma esplicitamente osteggiati dallo Stato (e a questo proposito Gianni Lannes, cronista pugliese, è a dir poco esplicito, affermando di temere soprattutto lo Stato). Ma non solo: il merito maggiore di Taci infame è quello di riuscire a sollevare nel lettore alcuni importantissimi interrogativi riguardo al ruolo dell’informazione nel nostro Paese. Si parla tanto di “legge bavaglio”, di libertà e autonomia dei giornalisti, ma quanto è libera la stampa italiana? Quanto la stampa italiana vuol essere davvero libera? Quanto possono agire in totale autonomia giornali che ricevono finanziamenti pubblici, che non pagano i loro giornalisti, che ricercano il pezzo “gridato” e d’impatto e non nutrono interesse nei confronti dell’indagine minuziosa perché porta via tempo e, soprattutto, rivela verità scomode?
Ciò che colpisce maggiormente procedendo nella lettura di queste interviste è la grande solitudine che circonda, che accompagna questi cronisti e, al tempo stesso, il grande rispetto che essi nutrono nei confronti della loro professione. “A me non è consentita la fantasia, non sono una scrittrice, sono una giornalista” afferma Rosaria Capacchione, rivendicando una dignità e una consapevolezza ontologica che molti giornalisti, in Italia, hanno completamente e volutamente dimenticato; quella dignità professionale, quel rispetto per la verità dei fatti che sembra appartenga solo a pochi in questo tragicomico Paese, ma che proprio quei pochi rendono ancora una terra dove è possibile vivere senza vergogna.
Saba Ercole per Libri Consigliati
L’AUTORE
Walter Molino (Palermo, 1971), giornalista, dirige Libera Mente, blog impegnato sul fronte dell’informazione antimafia (www.mafiaholding.info). Suoi articoli e inchieste sono stati pubblicati su Diario, il Sole 24 Ore, Linus, Il Fatto Quotidiano, il Venerdì di Repubblica.
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