Titolo: Stirpe
Autore: Marcello Fois
Editore: Einaudi
Pagine: 243
Prezzo: € 19,00
Pubblicazione: settembre 2009
ISBN: 978-88-0615-773-9
Valutazione Libri Consigliati: consigliato.
Marcello Fois ci racconta una storia. È una storia triste, di un realismo che non ha solo le date, ma anche il sapore del secolo scorso. Ci racconta un uomo sardo, della sua stirpe, ma anche qualcosa d’altro…
Michele Angelo Chironi è fabbro, si guadagna il pane plasmando il ferro, e come Efesto non è invitato al banchetto delle divinità di cui costruisce le armi, ma da quelle stesse viene offeso. Michele Angelo con il Dio che lo ha partorito, a sua immagine, biondo e fiero, ha un rapporto particolare. Come Cristo è “orfano” di padre, con Lui condivide un lavoro duro: Cristo forgiava anime, Michele Angelo il ferro. Mestieri difficili entrambi. Nella sua fucina Michele Angelo è signore incontrastato, nella sua pozza incandescente batte il ferro e se stesso, si fa uomo, forte come se gravasse su di lui tutto il peso dell’inferno perché porta il nome di un angelo che ha sconfitto il Diavolo, ma prima ancora porta il nome di un uomo. Efesto e il Diavolo, zoppi entrambi, il nostro Chironi no, è ben saldo sulle sue gambe perché il suo inferno è fuori, freddo, fuori dalla caverna del fuoco in cui è cresciuto, dov’è la sua genia a zoppicare, vinta dal serpente della malasorte.
Fois sviluppa il suo romanzo su due livelli, uno dominante, reale, di sangue, di pane, di morte; a quella morte vi accoda e intreccia il sogno, Ipnos e Thanatos, in un secondo livello che arde come le fiamme sotto la cenere. Contemporaneamente, ma in un tempo lontanissimo, tra il sogno e l’epica, avvengono altre storie, mattanze di tonni, battaglie di tritoni, visioni tragiche. Tra le righe di cinquant’anni di vita è presente il continuo riverbero di qualcosa che ci sfugge, che incombe, che si muove invisibile sulle pareti di calce viva di casa Chironi. Il Sonno e la Morte: in questa famiglia sarda si sogna e si parla coi morti, che appaiono seduti, sul letto, nel luogo in cui a nessun figlio del fabbro è concesso morire. L’Inferno è posto dall’autore al centro del suo romanzo, diviso in tre parti, in tre tempi, a scombinare i piani della Commedia dantesca: qui scorrono immagini mostruose, battaglie di corpi, e i vivi possono parlare ai morti che non hanno più da combattere tra loro ma sono in pace, su un letto.
Nell’Inferno Fois ci mette la Guerra, il Fascismo, sangue di innocenti e follia per ricordare a Michele Angelo, con il ritmo della mazza sull’incudine, che questa è la parte più lunga della sua vita, agli estremi ci sono Paradiso e Purgatorio dove il lettore insieme al protagonista, unico a poterne compiere il viaggio, sosterà per poco. Due luoghi troppo comuni sono evitati in questo romanzo, abusati da cinema e letteratura italiana contemporanea: realismo magico e dialettismo; il primo chiamato in causa anche in sua assenza, il secondo abusato e spesso incomprensibile. Il “magico” in Stirpe è tessuto di lampi orridi dell’inconscio, di innesti e ricordi di una vita passata, mai vissuta, ma che è intimo corredo di ogni personaggio. Fois utilizza il dialetto con parsimonia, in questo autore sardo che scrive storia di Sardegna troveremo pochi regionalismi nel linguaggio, quei pochi che servono quando il capofamiglia è a casa e mangia il brodo di pecora della moglie. Non c’è una rivincita dei sardi perché i Chironi, che una storia alle spalle non ce l’hanno, tant’è che se la inventano, combattono come gli uomini e la loro parola è poesia tragica e simbolica perché in letteratura all’autore è ancora concesso di “ingannare” il lettore restandogli fedele.
Giuseppe Del Buono per Libri Consigliati
L’AUTORE
Marcello Fois è nato a Nuoro nel 1960, ma vive e lavora a Bologna. Ha scritto il suo primo romanzo, Ferro Recente per i tipi della Granata Press, in una collana per giovani talenti. Nel 1992 ha vinto il Premio Italo Calvino con Picta e nel 1998 il Premio Scerbanenco con Sempre caro primo di una trilogia “sarda” il cui protagonista, Bastianu, è un avvocato di Nuoro ricalcato su un poeta e avvocato realmente esistito. Stirpe è il primo libro di una trilogia ancora da scrivere. Questo romanzo è tra i cinque finalisti, nella sezione narrativa, del Premio Città Bari – P.Tatarella.
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