Situazione temporanea, di Marco Saya

Situazione temporanea

Situazione temporanea

Titolo: Situazione temporanea

(vincitore del premio Carver 2010 per la poesia)

Autore: Marco Saya

Editore: Puntoacapo editrice
Pagine: 112
Prezzo: € 12,00
Pubblicazione: dicembre 2008
ISBN: 978-88-9602-007-4

Valutazione Libri Consigliati: da non perdere.


L’ultima raccolta di Marco Saya, Situazione temporanea (Puntoacapo), è una sorta di “passeggiata urbana” (così l’ha definita lo stesso Autore) che attraversa tutta Milano, procedendo dal centro fino alla periferia. Saya ci accompagna, passo passo, dentro un degrado umano, prima che urbano, comune a gran parte delle nostre città e, mostrandocene i fotogrammi, ci cattura come passanti capitati per caso sulla scena di un film.

penso sempre alla mia città
e il degrado attanaglia lo stomaco
prima di vomitare parole nuove

Marco Saya è musicista prima che scrittore e nella sua poesia c’è un ritmo intimo e autentico, una melodia che coglie nel segno. La sua è una sensibilità originale, che sa cantare l’inferno dei nostri giorni e delle nostre città svelandoci, allo stesso tempo, il non-inferno, quel che si e ci salva (“ciò che inferno non è” – direbbe Calvino), senza bisogno di toccare le corde del sensazionalismo.

Talvolta penso alle periferie
favelas costellazioni di poveri che non hanno un sole che li
possa scaldare,
che non hanno una notte
che li accompagni nel lungo sonno
che non hanno nulla che li possa convincere a restare.
Solo un pallone sgonfio
regala un sorriso al piccolo
ragazzino che gioca la sua partita.


La città è un groviglio di asfalto e tombini, dove c’è troppa violenza per le strade e dove, imbottiti di prozac / manichini insonni / si tuffano nei rumori. È la Milano (Milania nella trasfigurazione poetica) dell’happy hour, e del brunch domenicale al Diana, delle damine in tailleur e dei pinguini in doppiopetto che si divertono nei campi di concentramento deluxe. Ma è anche la città dell’integrazione (dove il grande capo / è indiano / un collega / è ebreo / la colf / è guatemalteca / la puttana / sotto casa / è una slava / imprecisata…) nella quale può capitare di incontrare una signora della Milano bene / a braccetto con un’elegante donna / con il burka.

In questa città-metafora, a offrirci argomenti di cui discutere è chi apparentemente non ha nulla in comune con la nostra storia eppure è simbolo del nostro male (e bene) di vivere:

l’altro giorno ho incontrato un albanese
mi ha chiesto se avevo
da accendere
voleva parlare
abbiamo parlato
della nostra diversità
avevamo qualcosa da dirci

Ma c’è un altra questione che sta particolarmente a cuore a Saya.

non devi chiedere.
(l’ape si posa) a caso.
Non devi cercare.
(il vento spira) laterale.
Solo scrivi. poeta.

Il poeta non ha un ruolo, non fa domande e soprattutto non dà risposte. Del resto, appare evidente la centralità di questo tema dal momento che la raccolta stessa si apre con una domanda:  dove vai? mi chiedeva mia madre / solcata dalle rughe della paura, / ancora non so, / le rispondo (dopo vent’anni). In questa non-risposta che ci rimanda immediatamente a Montale – “Non domandarci la formula che mondi possa aprirti” – c’è tutta la sua poetica. Per Saya, la poesia è libertà dagli schemi, un po’ come il jazz, la cui essenza è improvvisazione (da non confondere con “casualità”):

ho sempre pensato che la poesia
potesse essere di tutti, universale e
non degli imitatori degli imitatori.
che potesse essere come il jazz,
un’improvvisazione che approdi là
dove non è mai ben chiaro.
come le nostre vite,
pronte a essere spezzate
ora o dopo o quando.

Il poeta sa scovare la bellezza, il momento, l’attimo di libertà che fa capolino nei luoghi più inaspettati: ho sempre pensato che la Poesia / fosse, anche, in uno sgualcito poster di un bar / o la Marylin tappezzeria di un TIR. Ed è capace di buttare giù due righe / tra un semaforo e l’altro furtiva / la parola prende corpo sino al / semaforo successivo…

Un’ultima nota meriterebbe il linguaggio utilizzato da Marco Saya, quotidiano ma non sciatto, una lingua moderna e reale, ma non priva di spessore. Una lingua che avvicina e che si fa leggere con facilità (contrariamente a tanta poesia incomprensibile e autoreferenziale, che allontana da sé), con una punteggiatura parca e attenta. Una lettura appassionante e mai banale, intessuta di trame e rimandi, questo è Situazione temporanea. Cito, a mo’ di conclusione, una lirica che mi sembra racchiudere, nella sua apparente semplicità, tutto l’universo poetico del nostro Autore:

mi piace improvvisare
quel poco
che rimane
dell’essere libero…
la scelta di una brioche
e un cappuccio
quand’è caldo
e con la schiuma!

E pare quasi di vederlo questo poeta cittadino, rifugiatosi in un bar sonnacchioso, sorridere con le labbra di schiuma, rivendicando a suo modo la libertà di scegliere per cosa gioire e la libertà di cantarlo.

Mariella Sciancalepore per Libri Consigliati

L’AUTORE

Marco Saya è musicista jazz e scrittore. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bambole di Cera (2001) edito da Antitesi – Laura Vichi Publisher con il quale si è classificato secondo al concorso nazionale di poesia “La Cittadella” e al concorso internazionale “Victor Hugo”; Raccontarsi (2002) raccolta di poesie edita dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 4-poets, silloge poetica edita dalle Edizioni Il Filo (2003) e Noi, atomi alla ricerca di un nucleo (2005). È presente poi in diverse antologie tra cui segnaliamo: L’albero degli aforismi (2004), Il segreto delle fragole (2005) e L’antologia delle stagioni (2006) editi da Lietocolle; Swing in versi (2004) edito da Lampi di Stampa e Vicino alle nubi sulla montagna crollata (2007) edito da Campanotto. Ha condotto una rubrica musicale sul sito della Rizzoli Speaker’s Corner. Presenzia ad alcuni concorsi di narrativa e poesia in qualità di membro di giuria. È presente su tutti i più importanti siti di poesia, tra i quali Nazione Indiana e La poesia e lo Spirito, di cui è uno dei redattori; alcune sue poesie sono apparse ripetutamente sulla rubrica Lo Specchio curata da Cucchi. Raccoglie, poi, importanti risultati nei vari concorsi proposti (poesie segnalate ed opera edita nelle ultime tre edizioni del premio “Lorenzo Montano”). È socio, infine, di Milanocosa.

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