Rumore, di Domenico Licciardi

Rumore

Rumore

Titolo: Rumore

Autore: Domenico Licciardi

Editore: Ferrari
Pagine: 128
Prezzo: € 13,00
Pubblicazione: giugno 2010
ISBN: 978-8895-834-55-9

Valutazione Libri Consigliati: consigliato.


È giovane davvero Domenico Licciardi, classe 1989. E a tratti te ne accorgi, leggendo la sua raccolta di racconti Rumore. Quando emerge l’urgenza di ogni autore al primo “parto”: quella di dire molto, di dire tutto, ogni sfaccettatura del proprio sentire, della formazione culturale e umana, del modo di intendere la vita e la morte. Quando l’entusiasmo lo spinge a raccontare personaggi dai nomi “esotici” – quasi sempre stranieri – intenti a vivere eventi fuori dall’ordinario, e che si esprimono utilizzando toni filosofici e “alti”, oppure gergali, quasi in slang.

Poi, di colpo, ti imbatti in frasi dal costrutto prezioso, precise di significato. Quel genere di senso che si raggiunge solo attraverso  la ricerca, l’esperienza (personale e letteraria), la riflessione. Allora sorridi, e ti chiedi se per caso Domenico Licciardi non abbia il triplo degli anni che dichiara, tale è la densità del suo scrivere.

Esci di casa, vedi le persone che attraversano assenti la folla che attraversa assente la città. Si passa la maggior parte della vita in uffici, in cucine e salotti arredati a rate, in caserme, in pensioni per viaggi di lavoro; o nei cantieri e nelle fabbriche e di nuovo negli uffici. Non c’è alcuna regolarità in quello che uno fa, perché il ritmo è quello di una massa incorporea troppo grande. Bisognerebbe tenere un occhio sempre aperto sulla realtà, ma a quanto pare, col passare del tempo, l’assenza si fa sempre più solida, e io sono sempre più assuefatto.

L’autore si interroga spesso, attraverso i vissuti e i dubbi del suoi personaggi, sui perché della vita, sui suoi moventi, sull’essenza profonda di essa, ispirandosi talvolta – con richiami precisi – a filosofie orientali quali quella zen. Si sofferma a descrivere simbolicamente i cicli esistenziali attraverso oggetti, suoni e forme, soprattutto. Ricorre l’idea della circolarità della vita stessa, rappresentata a seconda del caso da un girasole, dal disegno dello Yin e dello Yang, dall’incapacità di un personaggio di uscire da un meccanismo mentale ripetitivo o di un pensiero ossessivo. Pure, a volte, questa circolarità (che fu cara a Joyce, nel suo descrivere le dinamiche della gente di Dublino) viene bruscamente recisa da un evento inatteso o da un “colpo di reni” del personaggio, che compie scientemente l’azione necessaria a uscire dal labirinto. Ecco che la circolarità diviene linearità, salvo poi scoprire che il cambiamento non ha condotto ad altro che a un altro circolo vizioso.


In questa ottica, i personaggi descritti nel libro sono sospesi tra verosimile e surreale, donne e uomini quasi sempre intrappolati in un percorso esistenziale che non sanno spiegarsi e che forse nemmeno hanno scelto. La spinta a un diversivo tale da modificarne drasticamente il corso si potrebbe dunque configurare come una sorta di hybris necessaria, e che pure non sempre punisce chi la compie, ma che comunque produce effetti nel futuro, prossimo o lontano che sia.

La scrittura di Domenico Licciardi, a tratti realistica, a tratti lirica nel suo porgersi, è piuttosto evocativa e di notevole piacevolezza nello scorrere. Elegante e curata, la punteggiatura predilige frasi di lunghezza modulata, si direbbe, sul ritmo del respiro dell’autore, sulla sua propensione alla musica. Il tono sa declinarsi a seconda del racconto e delle circostanze narrate: cinematografico a volte, anche sopra le righe, a tratti pensoso, quieto, sommesso. Dato il suo porsi al di fuori della narrazione, premessa la scelta di non-giudizio morale nei confronti di ciò che narra, l’autore lascia la chiave di lettura finale al lettore, che si sente in questo modo chiamato in causa, invitato a una partecipazione emotiva, a una lettura che prosegue oltre le pagine già scritte.

In conclusione, una breve nota riguardante la cura editoriale del titolo: confezionamento curatissimo, ampie alette. Solido, ben rilegato. Buona impaginazione e scelta dei caratteri.

Silvia Longo per Libri Consigliati

L’AUTORE

Domenico Licciardi è nato a Rossano (CS) nel 1989. Si è avvicinato alla scrittura grazie alla musica rock. Dai 16 ai 18 anni ha composto poesie, e a 19 anni ha cominciato a frequentare corsi di letteratura a Roma Tre. Studia DAMS presso la facoltà di Lettere e Filosofia a Roma. Non solo la letteratura, ma anche il cinema, il teatro e la storia dell’arte lo stimolano a scrivere, in quanto è attratto dall’ibridazione delle arti, ritenendo che ognuna di esse sia capace di trarre vantaggio dalle altre, per poi convergere tutte insieme verso una fertile comunicazione. Rumore è la sua prima opera di narrativa.

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