Niente di personale contro Mara Carfagna di Costanza Alpina

Niente di personale contro Mara CarfagnaTitoloNiente di personale contro Mara Carfagna
Autore: Costanza Alpina
EditoreDiscanti editore
Pagine: 120
Prezzo: € 11,00
Pubblicazione: dicembre 2008
ISBN: 978-88-95432-03-8

Valutazione Libri Consigliaticonsigliato.

Sta tutto nelle parole riportate in quarta di copertina (“Quello che contesto non è tanto avviare Mara Carfagna a una brillante carriera politica, ma è il fare diventare Ministro una soubrette”) il senso di questo libello pungente (pamphlet per usare la classificazione adottata dall’autrice) di Costanza Alpina, pubblicato da Discanti editore.

Ciò che stupisce sfogliando le pagine del libriccino critico e oltremodo sarcastico (su questo torneremo fra un attimo) è la capacità di fare dei distinguo importanti, di guidare il lettore alla riflessione componendo un ragionamento razionalissimo e ben documentato sulle implicazioni del fenomeno della “spettacolarizzazione della politica” in atto nel nostro Paese da qualche tempo.

Costanza Alpina non ha un curriculum da giornalista “navigata” da poter esibire (almeno questa è la conclusione che chiunque potrebbe trarre dalle ironiche note biografiche riportate nelle bandelle di copertina) ma da un ipotetico confronto con tanti professionisti della carta stampata uscirebbe indenne e a testa alta, perché a differenza di tanti, troppi, ha il coraggio di esternare il suo pensiero, e di argomentarlo con profondità soprattutto, senza cedere il passo neanche per un attimo alla piaggeria e al servilismo che di questi tempi affliggono la nostra cultura e la società tutta.

L’analisi del “fenomeno Carfagna” è condotta con lucidità di pensiero e rispetto per quei valori fondanti della cultura democratica che dovrebbero essere propri di ogni cittadino che di una Repubblica (italiana e non) fa parte ed è elemento costitutivo. Qui si disserta dell’annichilimento critico della nostra società prendendo come spunto il singolare caso dell’elezione di una ex soubrette a ministro della Repubblica italiana, niente di più… ed è già tanto.


Il pensiero della Alpina si muove agilmente seguendo il filo di una ricerca delle ragioni che attinge alla filosofia, alla cultura politica occidentale ed Europea in particolare, giungendo a sfiorare le radici dell’antropologia culturale. Inevitabili i richiami all’influenza politica del presidente del Consiglio, indubbio artefice di una rivoluzione politico-culturale invocata a gran voce dai suoi sostenitori della prima ora e deprecata dall’Opposizione (seppure l’identità di quest’ultima sia piuttosto fumosa e confusa) e da larga parte della stampa internazionale.

La Alpina, in definitiva, individua nel processo di conversione da donna di spettacolo, partecipe del mondo tutto lustrini e paillette dello show business, a “uomo di potere”, donna di governo della Carfagna un più ampio processo di mascheramento della politica che seduce con la forma piuttosto che nella sostanza, che vuole stupire e distrarre, distogliere l’attenzione dalle priorità vere, dalle criticità, che vuole avvicinare il mondo televisivo all’uomo comune con l’intento di proporre una dimensione alternativa della realtà con la quale confrontarsi, un sogno d’evasione nel quale tutti possono riuscire, a tutti è concessa un’opportunità.

Un appunto possiamo muoverlo, tuttavia, alla vivace autrice di questo breve saggio politico e di costume, un appunto che se non intacca la qualità complessiva del lavoro compiuto e la percezione circa le buone capacità d’analisi evidenziate, rende manifesta la foga (per carità, ben accetta comunque) tutta giovanile di un’anima che si sente tradita e disillusa, che aspirerebbe a “qualcosa di più”. Ci riferiamo a quell’incipit talmente carico nei toni da risultare specchio di un’acredine che non c’è, che non ritroviamo nelle pagine seguenti, un’apertura che rischia di sviare, quindi, proprio quel pubblico riflessivo, attento e moderato al quale la riflessione vorrebbe rivolgersi. Resta il merito d’aver posto  a se stessa (e ai lettori) degli interrogativi doverosi, d’essersi documentata con attenzione e, infine, d’aver deciso di spronare alla critica, che è momento necessario nella costruzione di un’identità morale, quanti per disaffezione o per noia si stiano o si siano già allontanati dalla politica italiana.

Roberto Giungato per Libri Consigliati


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