La vita nonostante di Pier Paolo Sciola

La vita nonostante

"La vita nonostante" di Pier Paolo Sciola

TitoloLa vita nonostante

Autore: Pier Paolo Sciola
Editore: Liberodiscrivere STUDIO 64 edizioni
Collana: Ponte di Cerere
Pagine: 304
Prezzo: € 14,00
Pubblicazione: gennaio 2005
ISBN: 88-7388-053-3

Valutazione Libri Consigliatiimperdibile.


Pier Paolo Sciola non è un autore noto.

Ho appena finito di leggere il suo primo romanzo (edito), La vita nonostante, e posso affermare con ostinata fermezza di trovarmi di fronte a un colossale caso di miopia editoriale tutta italiana, un emblematico esempio di colpevole mancanza di sensibilità da parte di chi avrebbe dovuto e potuto tenere in maggiore considerazione un autore di questo calibro. Non mi riferisco a nessuno in particolare e a tutti, a quella complessa macchina dalle plurime e spesso confuse identità che usualmente risponde all’appellativo di “editoria italiana”.

La vita nonostante è un romanzo che nulla avrebbe da invidiare a tanti, troppi best seller che invadono gli scaffali delle grandi catene librarie, un romanzo sincero e denso, forte nei contenuti e dolce negli stilemi, un’opera che mette in luce prima ancora che se stessa il profondo lavoro compiuto dall’autore prima della trasposizione su carta. Ed è un romanzo fortemente italiano, nel quale non v’è traccia di strizzatine d’occhio all’ovvietà delle frasi a effetto (care a tanti giovani scrittori contemporanei), al vuoto significativo dei tecnicismi sterili, dei “trucchi” tanto invisi a (un nome fra tutti) Raymond Carver.

Giusi Laspina (Giuseppina, perché l’istituto nel quale viene accolta è gestito da suore devote a San Giuseppe) trascorre i suoi primi anni di vita in un orfanotrofio, è una trovatella insomma, un’anima privata delle radici alla costante ricerca di una vita normale, dell’affetto che le sarà negato come fosse un destino che si compie il suo, un percorso già tracciato. Viene adottata, da Ausilia e Pietro, afflitti da una sterilità non meglio riconducibile all’una o all’altro, e comincia a sperare, si affida agli altri che non ha imparato a conoscere da bambina, dai quali non sa difendersi fino in fondo. Resta incinta a diciotto anni di Massimo, primogenito di una famiglia borghese che senza grossi traumi (se non per la protagonista) la abbandona quand’è in attesa di Ilio.


Questo primo nucleo famigliare, composto da Pietro, Ausilia e Ilio si sgretolerà passo dopo passo, lasciando dietro di sé una donna interrotta, depredata, Giusi Laspina che sposerà Gianni e lo perderà a causa dell’alcol, che si svenderà pur di mantenere in vita il figlio e se stessa fino a rimaner sola del tutto, sola fra le lacrime che fatica a versare, umile, nella sua incapacità di vivere, di fronte a Dio.

Sciola lascia che sia Giusi a parlare, attraverso le parole di un’autobiografia che si va componendo in una successione di lettere indirizzate a un’invisibile corrispondente, una donna che l’ha sollecitata a mettere la sua vita nero su bianco, che si è detta convinta di poterne trarre un romanzo. Quanto ne emerge è un quadro straziante, doloroso nella sua immutabilità, nella ciclicità delle brevi gioie e delle precipitose cadute. Un intollerabile accanimento della vita nei confronti di una donna che le è estranea, che per sua stessa ammissione non le apparterrà mai. L’estraneità di Giusi a se stessa e alle possibilità che ad altri sono elargite a piene mani, l’inaridirsi dell’amore in lei che non è stata bambina e non riesce a farsi donna trova quindi perfetta compiutezza nella scioccante freddezza del resoconto, nella misurata partecipazione agli eventi che, suo malgrado, la vedono protagonista.
È in un crescendo di pathos che le parole di Sciola si susseguono secondo una ritmica devastante nel suo risuonare fessa, immota, ottundente, ed è con il richiamo di queste parole che il nostro senso di giustizia, il concetto di etica, la nostra moralità finiscono per confrontarsi aspramente.

Roberto Giungato per Libri Consigliati

L’AUTORE

Paolo Sciola (Villasor, 14.06.58) è stato finalista nel 1989 al Premio F. Solinas per la miglior sceneggiatura inedita italiana con Jazz – un buco nell’anima, script tratto da un suo romanzo originale, dal titolo omonimo, ancora inedito.

Autore dei romanzi La Vita Nonostante, edito da Liberodiscrivere Edizioni (Genova, 2005), Road Map of Europe (inedito), De Bibiana Salis (inedito), Svaniscono così le donne in punta (inedito), Dal Diario di N.K. (inedito, ispirato alla vicenda di Natascha Kampusch, scritto a due mani con Silvia Longo), di tre raccolte di racconti: Un po’ d’amore e altre piccole catastrofi naturali (inedito); Zingari, puttane e morti annegati (inedito); Donne, cani morti e un pizzico di Jazz (inedito),  e di due sceneggiature: Fiores de serra e Il bambino venuto dal mare.

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