La vita accanto, Mariapia Veladiano (finalista Premio Strega 2011)

La vita accanto

La vita accanto

Titolo: La vita accanto

Autore: Mariapia Veladiano

Editore: Einaudi
Pagine: 172
Prezzo: € 16,00
Pubblicazione: febbraio 2011
ISBN: 978-88-0620-598-0

Valutazione Libriconsigliati: da non perdere.

Ci sono una madre senza più parole, con l’anima in briciole. E una zia sfacciatamente bella e innamorata del fratello. Ci sono Maddalena, con la forza di un amore che nasce dal bisogno e gli occhi svelti al pianto; una bambina grassa con il canto nella voce e le mani pronte a spingere nel fiume la violenza, una maestra elementare che protegge e insegna, e una bianca signora della musica, malata solo quando serve. Rebecca, infine, a dirigere il coro delle voci femminili de La vita accanto, breve romanzo d’esordio di Mariapia Veladiano.

Rebecca è una bambina brutta. Che vive con prudenza, «in punta di piedi sul ciglio estremo del mondo». Che ha imparato a mangiare senza fare briciole, a giocare spostando solo il necessario, «a non consumare calze e scarpe perché si muove in modo composto». Perché «una bambina brutta è grata a tutti per il bene che le vogliono nonostante la delusione per la sua nascita (…); vede, osserva, indaga, ascolta, percepisce, intuisce; in ogni inflessione di voce, espressione del viso, gesto sfuggito al controllo, in ogni silenzio breve o lungo, cerca un indizio che la riguardi, nel bene e nel male. Teme di ascoltare qualcosa che confermi quello che sa già, e cioè che la sua esistenza è una vera disgrazia».

È invece, quella di Rebecca, un’esistenza che, con grazia e lucidità, ha imparato a restare ai margini della vita, a tessere una trama che si riverbera nelle forme altre e che la spinge a scavalcare la superficie. Una “vita accanto”, come quella delle donne che con lei si muovono nella trama della narrazione. Fatta di segreti appena accennati e invisibili incrostature. Di piccoli inganni, superstizioni, poesie e follia. Vita sussurrata sulla riva di un fiume, consegnata alle pagine di un diario, alle confidenze che hanno il profumo di cucina. O alla musica «che porta sempre con sé il ricordo del dolore».


E tutto questo contro la messa in scena del mondo, della sua presunta bellezza e delle versioni ufficiali che stanno sulla bocca pettegola di una città di provincia. Una città, Vicenza, dove «le vetrine e i palazzi luccicano come le squame dei coccodrilli», ma la cui anima è nera. Come le acque stagnanti del fiume Retrone e quelle altrettanto torbide in cui si nasconde un universo che pensa bene, ma è il reale portatore della bruttezza descritta nel romanzo.

In una fiaba che non lo è, in un’atmosfera sospesa e quasi fuori dal tempo, Mariapia Veladiano ci mette tra le mani una storia eccezionale. E ci ricorda che l’amore femminile, anche nell’assenza, nelle pieghe a volte crudeli, nell’esibizione volgare e trasgressiva, violenta o sfacciata, non smette mai di circolare e legare. Di scavalcare, come per magia, la vita singolare di ognuna. Per trovare un rammendo comune agli strappi della violenza maschile, con la fiducia e l’obbedienza di chi porta con sé il sapere delle madri.

Giulia Siviero per Libri Consigliati

L’AUTORE

Mariapia Veladiano vive a Vicenza, è laureata in lettere e teologia e collabora con ‘Il Regno’, rivista conciliare che mantiene un dialogo ecumenico con ogni cultura e religione. Insegna italiano e storia in un istituto professionale frequentato soprattutto da ragazze. La vita accanto, premio Calvino aprile 2010, è il suo primo romanzo pubblicato.

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