Intervista a Giorgio Pozzi, editore di FERNANDEL

Fernandel nasce nel 1994 e si propone all’attenzione del pubblico attraverso la rivista omonima, distribuita in formato cartaceo fino al 2007 (tuttora disponibile all’indirizzo www.fernandel.it/rivista). Dal 1997 Fernandel comincia a pubblicare libri, attualmente distribuiti dalla PDE in tutta Italia, e sviluppa il suo catalogo e le sue collane in breve tempo.

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Fernandel editore

Abbiamo intervistato per voi Giorgio Pozzi, editore di Fernandel (www.fernandel.it)

R. Sig. Pozzi, alla luce del recente provvedimento adottato dall’ex ministro Scajola, che di fatto abolisce la tariffazione agevolata per l’invio postale delle pubblicazioni a carattere editoriale, quali, a suo parere, le possibilità di sopravvivenza per molti piccoli editori in Italia?

Pozzi Si tratta di un provvedimento improvviso ma non proprio inatteso, visto che da tempo Poste italiane stava cercando di scoraggiare l’utilizzo delle tariffe agevolate attraverso il ricorso alla burocrazia o a scelte penalizzanti per chi spediva. I maggiori costi che ora gli editori si ritrovano ad affrontare ricadranno in parte sul lettore, attraverso un aumento del prezzo di copertina dei libri, e in parte dovranno essere assorbiti dagli stessi editori: penso a quelle realtà, piccole o piccolissime, che forniscono in conto deposito i propri libri alle librerie: per loro questo provvedimento sarà una mazzata.

R. Qual è il rapporto fra la piccola e media editoria nel nostro Paese e la promozione della cultura e del pluralismo?

Pozzi Quando si entra in libreria si viene sommersi dalla quantità di libri, di copertine, di proposte editoriali. Quindi a prima vista sembrerebbe che nel nostro paese il pluralismo sia del tutto garantito, ma il lettore medio non sa che quella che arriva in libreria è solo una piccola parte della produzione editoriale, la punta di un iceberg composta da quegli editori che hanno la forza commerciale di imporsi sul mercato. Si tratta dunque di un pluralismo fittizio: centinaia di libri “diversi” non arrivano sugli scaffali delle librerie, non arrivano all’attenzione dei lettori. Sembra una cosa da nulla, ma di fatto questo si traduce in una minore possibilità di scelta da parte del lettore. Puoi scegliere di leggere solo uno di quei trecento libri che il mercato ti impone in quel momento: altre scelte il lettore medio non le ha. Questo stato di cose porta ad un progressivo impoverimento dell’offerta culturale, e quindi ad una costante perdita di pluralismo.

R. Una sua riflessione sul ruolo dell’editore. È ancora possibile al giorno d’oggi puntare sulla qualità ignorando (almeno in parte) le logiche di mercato?

Pozzi No, le logiche di mercato non sono ignorabili. Chiunque voglia fare l’editore deve confrontarsi con esse. Ma le logiche di mercato non sono apertamente in contrasto con la qualità. Esse prevedono semplicemente che i libri debbano vendere almeno un certo numero di copie per pareggiare i costi, e questo non incide sulla bellezza o meno dell’opera. Riformulando la sua domanda posso risponderle che è ancora possibile fare gli editori senza per questo svendersi inseguendo il mercato e le tendenze del momento. Se poi si è editori piccoli, si ha a disposizione una maggiore libertà di manovra per continuare a pubblicare ciò in cui si crede.

R. Parliamo di Fernandel. Quali le prospettive nel breve e nel lungo periodo per la sua casa editrice?

Pozzi Al momento non abbiamo in cantiere cose eclatanti: sono però in corso un paio di iniziative che coinvolgono l’amministrazione della mia città, Ravenna: una finalizzata alla promozione della scrittura giovanile, e un’altra che collega la scrittura allo sport e al contatto con la natura. Per il resto cerchiamo di continuare a fare il nostro lavoro con una certa coerenza.

R. Un cenno agli ultimi titoli pubblicati da Fernandel e a quelli in arrivo a breve.

Pozzi L’ultimo libro pubblicato è quello di Massimo Vitali, dal titolo “L’amore non si dice”. Si tratta di un esordio anomalo in quanto raccoglie cento lettere che un uomo innamorato, Edoardo, manda alla sua amata, Teresa. Teresa non vuole saperne di lui, e tanto per cominciare intima a Edoardo di smetterla di mandarle tutte queste lettere raccomandate, e che se proprio vuole continuare a scriverle può farlo senza però parlarle d’amore. Da qui nasce la sfida di Edoardo a conquistare Teresa “parlando d’altro”, mai d’amore… La nostra prossima uscita, che sarà in libreria a giugno 2010, è ancora un libro epistolare. Scritto dal giovane Catalin Florin Maggi, di origine rumena, si rifà alle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” ed è un romanzo di satira politica dal titolo “Ultime lettere di Romulus Letizia”. Il giovane Letizia, impiegato in una ditta di autotrasporti di Timisoara, è intenzionato a emigrare entro breve in Italia. Anche per Letizia, come per lo Jacopo Ortis foscoliano, la situazione politica del proprio paese è ormai diventata insostenibile: la Romania è infatti governata dal leader demagogo Silviu Berlusconescu, di cui Romulus è fiero oppositore. Comincia dunque a scrivere una serie di lettere ai politici italiani, raccontando le difficili condizioni in cui versa il suo paese. Dalla descrizione di una Romania qualunquista e corrotta emerge il ritratto amaro dell’attuale classe politica italiana.

A cura della redazione di Libri Consigliati



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