Il viaggio di Ulisse in Campania di Elena Scuotto

Il viaggio di Ulisse in Campania

Il viaggio di Ulisse in Campania

TitoloIl viaggio di Ulisse in Campania
Autore: Elena Scuotto
Editore: Bel-Ami edizioni
Pagine: 62
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione: ottobre 2009
ISBN: 978-88-96289-04-4

Valutazione Libri Consigliaticonsigliato.

Elena Scuotto, nel suo Il viaggio di Ulisse in Campania. Tra mitologia, tradizioni popolari e geografia dei luoghi, presenta una lettura del viaggio omerico di Odisseo (Ulisse), muovendosi agilmente fra riferimenti letterari della tradizione greca e latina, ricostruzioni critiche e miti popolari, al fine di collocare le principali tappe toccate dall’eroe di ritorno da Troia sulle coste campano-cilentane.

Ben documentata e argomentata, la ricostruzione toccando passaggi fondamentali del viaggio (lo scontro con i Lestrìgoni che riducono a una sola nave quella che era una flotta di dodici, la permanenza nella terra della maga Circe, Eea, il viaggio che conduce verso Scilla e Cariddi) si sofferma in particolar modo sull’episodio dedicato alla tentazione delle Sirene e alla valenza simbolico-figurativa delle stesse, che non ha mancato di esercitare negli anni una profonda influenza sul patrimonio culturale e sulle tradizioni popolari tuttora presenti in Campania.


Nell’introduzione al testo, a cura di Roberto Romano, professore associato di Storia e Civiltà Bizantina presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, vi è un’importante premessa al lavoro della Scuotto: alla luce del successo di Omero nel Baltico, saggio sulla geografia omerica, di Felice Vinci, saggio che sovvertendo una tradizione plurisecolare ricolloca le avventure narrate nell’Iliade e nell’Odissea sulle coste nordiche, precisamente fra Danimarca e Finlandia attorno al XVIII secolo a.C., si sottolinea l’impossibilità di fornire un’appartenenza definitiva alle vicende contenute nei poemi e si pone l’accento sulla volontà di mantenere viva una topografia dell’Odissea vincolata al Mediterraneo e, perché no, ricostruire una corrispondenza fra Ischia e Scherma dei Feaci, le isolette de Li Galli (il cui nome fino al Medioevo era Sirenoussa) e gli isolotti abitati dalle Sirene.

Dopo aver fatto cenno all’arrivo nella terra dei Lestrìgoni, giganti antropofagi, e l’aver individuato nella zona flegrea, descritta da Plinio il Vecchio terra “tenebrosa e oppressa da nubi infernali”, nel lago d’Averno più precisamente, la via d’accesso all’oltretomba, nella parte centrale, la più corposa del saggio, la Scuotto si sofferma sulle possibili interpretazioni riguardo alla collocazione dell’isola (degli isolotti) abitati dalle Sirene e sulla ricostruzione del mito legato alla figura di queste maghe fascinatrici (fascinatrices), opposta fuor di metafora all’incarnazione ideale di bellezza e qualità positive rappresentata dalle Muse.

Nell’iconografia classica le Sirene sono esseri ibridi (la cui genealogia si può far risalire, secondo alcuni, addirittura alla madre terra, Gea) dal corpo d’uccello rapace e testa di donna, che più in là perderanno in qualche modo il metamorfismo trasformandosi in creature dall’apparenza sempre più femminile. Proprio questa duplice natura (la capacità di sedurre e attirare a sé associata alla volontà di distruzione dei naviganti e delle loro imbarcazioni) ha affascinato e reso riconducibile la fine delle Sirene, affogate nelle acque, alla nascita di speroni di roccia d’estrema pericolosità per la navigazione.

L’ultimo capitolo del breve saggio è dedicato all’elencazione di numerose corrispondenze ben radicate nelle leggende popolari e nelle tradizioni culturali delle terre che vanno dal Golfo di Napoli al Cilento: qui magia, musica e seduzione legate alla tradizione omerica e in particolare al mito delle Sirene sono elementi cardine ai quali hanno attinto le popolazioni per dar vita a manifestazioni culturali  e musicali (la “tarantella” sarebbe stata, sempre secondo alcune leggende, dono delle Grazie alle Sirene le quali, pur con l’intento di affascinarne i marinai, non avendo piedi non potettero ballare la danza carica d’erotismo che per questa ragione, loro stesse o le Grazie, “donarono” alle donne del luogo).

Roberto Giungato per Libri Consigliati


L’AUTRICE

Elena Scuotto è docente di Letteratura Latina presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli. Dal 1992 al 2002 ha tenuto l’insegnamento di Storia della Lingua Latina presso il Corso di Laurea in Lettere Classiche. Dal 2002 a tutt’oggi è docente di Letteratura Latina presso il Corso di Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali della stessa Facoltà. Dopo essersi prima interessata alla tradizione manoscritta ciceroniana, la sua attenzione scientifica si è concentrata sul linguaggio settoriale latino, dal cui studio ha tratto profili di storia della lingua rapportati a profili di storia economica, giuridica e sociale antica.

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