Il messaggero, di Kader Abdolah

Il messaggero

Il messaggero

Titolo: Il messaggero

Autore: Kader Abdolah

Traduzione: Elisabetta Svaluto Moreolo
Editore: Iperborea
Pagine: 332
Prezzo: € 17,00
Pubblicazione: settembre 2010
ISBN: 978-88-7091-183-1

Valutazione Libri Consigliati: da non perdere.

Il Messaggero è la biografia romanzata di Muhammad, Maometto. Non è di certo la prima opera dedicata al profeta islamico, ma è senza dubbio degna di attenzione, fosse anche semplicemente perché il suo autore, Kader Abdolah, è un ateo di formazione marxista esule in Olanda. La distanza dalla sua terra gli ha permesso di guardare a essa con il distacco necessario a inquadrare la dimensione storica, e quindi umana, del Messaggero di Allah.

La prefazione suona come una chiave di lettura: “Benché le storie e gli avvenimenti narrati nel Messaggero siano basati su fatti storici, il libro va letto secondo le leggi della letteratura”. Voltando pagina appare chiaro come l’autore abbia costruito una narrazione costantemente sospesa tra il resoconto di fatti documentati e le suggestioni ovattate di fiabe senza tempo. Kader Abdolah si fa personaggio, si trasferisce sulle pagine de Il Messaggero incarnando Zayd, il cronista di Muhammad. Zayd ha il compito di organizzare il Corano in modo lineare e coerente, e questo diviene il pretesto per la scrittura del romanzo, consapevole che non è possibile comprendere il Libro Sacro dell’Islam senza conoscere la storia di Maometto e della sua terra.

Comincia così un lungo viaggio in cui ripercorre gli anni della formazione religiosa e intellettuale di Muhammad, incontra le persone che lo hanno affiancato ma anche temuto. Mantenendosi neutrale, pur essendo egli stesso testimone e fedele cronista della sua maturazione spirituale, Zayd lascia la parola agli amici, ai familiari, ai poeti, agli schiavi, ai mercanti, agli scienziati che hanno conosciuto da vicino il Messaggero. Ognuno dà testimonianza di quest’uomo ignorante e analfabeta ma in grado di tramutare in sure, in ammalianti poesie, i dettami ricevuti da Allah, e l’alternanza delle voci conferisce alla biografia romanzata una dimensione corale ricca di molteplici punti di vista.

Zayd rivive le fasi che hanno portato Muhammad a essere prima schiavo poi Messaggero. Da scaltro mercante, pacifico oratore, difensore delle donne, Muhammad diviene un raffinato pensatore, fugge dalla città e dalla famiglia, preferendo a questa la solitudine in cima al monte Hima dove incontra l’angelo Gabriele e in seguito lo stesso Allah.

I lunghi viaggi hanno dato a Muhammad la possibilità di confrontarsi con civiltà diverse dalla sua: parlava con arabi, ebrei, bizantini, persiani, e da tutte le culture coglieva la ricchezza delle differenze. Amava dialogare e pensare, non sapeva leggere ma riusciva a incantare con le parole. La forza del messaggio di Allah, infatti, passa attraverso la capacità oratoria di Muhammad: la lingua araba acquista sfumature sconosciute, le parole si accostano in legami inediti, le leggi divine si manifestano in poesie lievi cantate dalla voce ipnotizzante e suadente di uno schiavo liberato, Balil, che entra nei cuori della gente conquistandola.

La ricchezza di patronimici e la preminenza della trasmissione orale rimandano la mente agli aedi greci che, grazie alla loro infallibile memoria, hanno generato una civiltà. Senza dimenticare che molto della tradizione giunta a noi è una scelta, e spesso una rivisitazione, dei racconti tramandati oralmente, ciò vale anche per le sure e Zayd dimostra di esserne consapevole.


La scrittura è iconica: non è difficile immaginare le palme e le dune che Adbolah descrive, sembra di sentire il profumo di fichi, datteri e miele che donano alla narrazione una nota di costume, come i gioielli, le sete pregiate, le spezie e le gemme che impreziosiscono ogni pagina.

La portata del messaggio di Allah è rivoluzionaria: abbatte gli idoli fatti di pietra, parla alle classi sottomesse della società, riconosce loro una dignità che era sempre stata negata. Ma il Maometto de Il Messaggero è un uomo, e come tale non sfugge alle contraddizioni e ai piaceri della carne come a quelli del potere (scrive persino una sura che potremmo definire ad personam: “qualunque donna musulmana poteva concedersi al profeta, se lo voleva espressamente”); dalla mite pazienza passa al ricorso alle armi e alla violenza per affermare la volontà di Allah che a volte coincide con la sua brama di potere. Nonostante, e forse grazie a quest’opera di umanizzazione, ci si affeziona alla figura di Muhammad e si comprendono determinate scelte.

La narrazione contiene alcuni passi che spiegano l’origine di nomi e costumi: Medina vuol dire “La città del messaggero”, ed è il nome che Maometto conferisce all’antica città di Yathrib in cui getta le basi del futuro regime islamico dopo averla conquistata; l’uso del velo per le donne islamiche nasce a seguito di una discussione tra Maometto e una delle sue mogli predilette. Quanto l’eziologia sia storica e quanto frutto della fantasia dell’autore non è possibile saperlo, ma anche questo conferisce fascino alla lettura. La sintassi è paratattica, i termini sono usuali, essenziali, la prosa invita all’ascolto oltre che alla lettura, e la divisione in capitoli brevi riprende quella del Corano in sure.

Kader Abdolah attua un processo di secolarizzazione di Maometto, la sua è soprattutto un’operazione culturale: getta un ponte tra l’Occidente e l’Oriente, mostra gli errori e gli onori da attribuire e riconoscere al profeta di Allah, senza mai enfatizzare né gli uni né gli altri.

Maria Grazia Piemontese per Libri Consigliati

L’AUTORE

Kader Abdolah

Kader Abdolah

Kader Abdolah (Iran, 1954) ha pubblicato due libri nel suo Paese prima di essere costretto all’esilio. Seguendo l’invito delle Nazioni Unite, nel 1988 ha raggiunto l’Olanda come rifugiato politico. Da allora ha scritto e pubblicato in nederlandese: la raccolta di racconti De adelaars (Le aquile, aer Edizioni, 2002) si è aggiudicata il Premio Het Gouden Ezelsoor 1993 per l’opera d’esordio più venduta; fanno seguito una seconda raccolta, De meisjes en de partizanen (Le ragazze e i partigiani, 1995) e i romanzi tutti pubbblicati o in pubblicazione da Iperborea. Con La casa della moschea ha vinto il Premio Grinzane Cavour 2009. Ha una rubrica su uno dei più importanti quotidiani olandesi.


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