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	<title>LibriConsigliati</title>
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	<description>per un&#039;editoria di qualità</description>
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		<title>Qualcuno ha visto quel panda? Davide Morando, Jacopo Vecchio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Graphic novel]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
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		<category><![CDATA[ReNoir Comics]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>ReNoir</strong> è un'etichetta che si è imposta sulla scena del fumetto italiano con dei titoli estremamente interessanti e ben curati. Nel 2011, in un'ottica di espansione del proprio target, ha varato anche una collana dedicata al pubblico più giovane, ReNoir Kids. Nella collana spicca il volume scritto da Davide Morando e disegnato da Jacopo Vecchio</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<script src="http://www.upnews.it/tools/button.js" type="text/javascript"></script></div><div id="attachment_6453" class="wp-caption alignleft" style="width: 238px"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788865670385/Qualcuno_ha_visto_quel_panda/Vecchio_Jacopo.html" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6453" title="Panda_low" src="http://www.libriconsigliati.it/wp-content/uploads/2012/05/Panda_low.jpg" alt="Qualcuno ha visto quel panda?" width="228" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Qualcuno ha visto quel panda?</p></div>
<h2><em>Titolo</em>: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788865670385/Qualcuno_ha_visto_quel_panda/Vecchio_Jacopo.html" target="_blank">Qualcuno ha visto quel panda?</a></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: Davide Morando (testi) Jacopo Vecchio (illustrazioni)</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: ReNoir Comics</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 54 colore<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/886567038X/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=886567038X">12,60</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=886567038X" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: dicembre 2011<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-6567-038-5</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>consigliato</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>ReNoir</strong> è un&#8217;etichetta che si è imposta sulla scena del fumetto italiano con dei titoli estremamente interessanti e ben curati. Nel 2011, in un&#8217;ottica di espansione del proprio target, ha varato anche una collana dedicata al pubblico più giovane, <strong>ReNoir Kids</strong>. Nella collana spicca il volume scritto da <strong>Davide Morando</strong> e disegnato da <strong>Jacopo Vecchio</strong>. <strong><em>Qualcuno ha visto quel panda</em> </strong>si muove sul sottile filo che divide il fumetto per bambini dai libri illustrati, con un equilibrismo gradevole e sapiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Protagonista della storia è <strong>Riccardo</strong>, un bambino di 6 anni che, non avendo un compagno di giochi con cui si trovi veramente bene, compreso l&#8217;antipatico fratello maggiore Luca, se ne è creato con la fantasia uno su misura per lui: <strong>Asterisco</strong>, il panda invisibile da compagnia. Asterisco si chiama così per via di una curiosa voglia che ha sulla pancia, ed è sempre pronto a giocare con Riccardo (e alle sue condizioni) ricevendone in cambio un affetto incondizionato.</p>
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<p style="text-align: justify;">I problemi nascono il giorno in cui i genitori di Riccardo decidono di partire per un weekend fuori porta e lasciano Riccardo a casa in compagnia del fratello Luca, sotto la sorveglianza della vecchia zia Giovanna. Si preannuncia un fine settimana molto duro per il piccolo Riccardo, che ha però un asso nella manica: la sua spada del potere, ipertecnologico giocattolo che gli permetterà di proteggersi da ogni pericolo. Unico dettaglio, la spada sembra non funzionare, forse perché non ha le batterie inserite: ma Riccardo non sa ancora leggere, e questo non può saperlo.</p>
<p style="text-align: justify;">A Riccardo e Asterisco non resta che uscire di nascosto da casa, e cercare l&#8217;aiuto di altri bambini e dei loro panda. Nessuno saprà aiutarli, se non proprio l&#8217;odiato fratello Luca che si rivelerà un compagno di giochi migliore di quanto previsto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Morando</strong> scrive una storia delicata e divertente, raccontata ai bambini ma che strizza l&#8217;occhio ai genitori grazie ad alcuni riferimenti alla cultura pop degli anni &#8217;80. Le illustrazioni di <strong>Jacopo Vecchio</strong>, che con una tecnica mista di matite e collage si rifà esplicitamente ai lavori di <strong>Dave McKean</strong>, sono efficaci e accattivanti, e accompagnano con la giusta leggerezza i giovani lettori nella vicenda.</p>
<p style="text-align: justify;">Una buona prova, forse migliorabile nei dettagli, ma sicuramente rilevante in un settore difficile come quello della letteratura per bambini.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonio Recupero per <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTRICE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DAVIDE MORANDO</strong>, genovese, classe 1978, editor, scrittore e sceneggiatore, si divide tra collaborazioni con Panini Comics, il suo ruolo di editor presso lo studio Parlapà, di cui è anche fondatore, e il suo lavoro di programmatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>JACOPO VECCHIO</strong>, disegnatore, illustratore e grafico per il web, al suo attivo vede, oltre al libro scritto da Morando, una collaborazione per l&#8217;antologia Nuovimondi edita da DoubleShot e l&#8217;episodio dedicato a John Lennon nella raccolta di racconti sui miti del rock scritti da Gianluca Morozzi e pubblicati da Tunuè nel libro Hellzarockin&#8217;.</p>
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		<title>The Woman in Black, Susan Hill</title>
		<link>http://www.libriconsigliati.it/the-woman-in-black-susan-hill/</link>
		<comments>http://www.libriconsigliati.it/the-woman-in-black-susan-hill/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 15:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[consigli libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>
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		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[polillo]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Classico del genere gost story, il romanzo di Susan Hill è una lettura affascinante, che fa leva sulle paure di cui si alimenta l’immaginario gotico.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em> </em><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788881544073/La_donna_in_neroThe_woman_in_black/Susan_Hill.html" target="_blank">The Woman in Black</a></em></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: Susan Hill</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: Polillo</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 188<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8881544075/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8881544075">10,97</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8881544075" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: febbraio 2012<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-8154-407-3</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>consigliato</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>The Woman in Black</em></strong>, ghost story della scrittrice <strong>Susan Hill</strong>, è stato in Inghilterra quel che si dice un “caso letterario”. Dal 1983, anno della sua prima pubblicazione, il romanzo ha goduto di ininterrotto successo, sancito dalla sua trasposizione teatrale e cinematografica. Proprio in occasione del’uscita del film di James Watkins, la casa editrice <strong>Polillo</strong> ha riedito il libro in Italia, dando così ai lettori la possibilità di scoprire o ritrovare questo “classico” del genere gotico.</p>
<p style="text-align: justify;">Un antico maniero immerso nella remota campagna inglese; lettere polverose che custodiscono segreti; mura in cui riecheggiano pianti e sussurri: nel romanzo della Hill il lettore ritroverà tutti gli elementi cari all’immaginario horror di ascendenza gotica; un immaginario che, a differenza del genere splatter, si nutre di un terrore più sottile, e ancestrale: quello della morte e del silenzio. Il terrore del passato e dei ricordi.</p>
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<p style="text-align: justify;">E proprio nel passato e nei ricordi nascosti tra le mura di Eel Marsh House dovrà immergersi <strong>Arthur Kipps</strong>, il giovane avvocato protagonista di questa vicenda che, con lo scorrere delle pagine, aggiunge agli aspetti spaventosi e inquietanti l’adrenalina tipica di una detective story. Kipps è simbolo della città e di tutto ciò che questo comporta: ha una mente analitica e “illuminista”, crede solo a ciò che vede e ritiene tutto quello che riguarda il sovrannaturale mero folklore. Il lavoro è il cuore pulsante della sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eel Marsh House</strong> e la misteriosa donna in nero che abita il maniero avvolgono il giovane in un mondo dove il futuro è negato ed è il passato, con i suoi eventi dolorosi e inquietanti, l’eterno presente che regola la vita degli uomini. Uomini che sanno ma non vogliono parlare, che hanno rinunciato a comprendere, che subiscono passivamente un antico anatema. Se l’incontro con il silenzio e con la morte cambierà radicalmente la vita di Kipps, la sua mente analitica di “cittadino” e avvocato gli permetterà di andare al cuore del mistero e di comprendere, malgrado l’alto prezzo da pagare, i segreti che custodisce la Dama.</p>
<p style="text-align: justify;">Romanzo affascinante, che sollecita la fantasia e le emozioni del lettore, <strong><em>The Woman in Black</em></strong> rifugge volutamente da qualsiasi ricercatezza stilistica e linguistica. È una storia scritta in “prima persona” dal suo protagonista, in uno stile semplice e scorrevole, che ha l’indubbio merito di coinvolgere sempre più il lettore in questo labirinto di echi e apparizioni. Consigliata vivamente la lettura del libro prima della visione del film: il contrario, infatti, priverebbe del gusto di ricostruire nella propria mente la suggestiva dimora e l’aspetto di questa Signora di nero vestita.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Saba Ercole per <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTRICE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nata a Scarborough, nello Yorkshire, <strong>Susan Hill</strong> ha scritto oltre quaranta opere tra romanzi, raccolte di racconti, saggi e libri per bambini. Vincitrice del Whitbread Book Award e del Somerset Maugham Award, i due più prestigiosi premi letterari inglesi, è oggi una delle scrittrici più note del Regno Unito.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Falli soffrire 2.0, Sherry Argov</title>
		<link>http://www.libriconsigliati.it/falli-soffrire-2-0-sherry-argov/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[consigli libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libri online]]></category>
		<category><![CDATA[piemme]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un vecchio, condivisibile proverbio vuole che “in amore vince chi fugge”;<strong> Sherry Argov</strong> va oltre e mostra come in amore le donne non debbano solo fuggire, ma anche essere “stronze” per poter tener testa agli uomini.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788856617559/Falli_soffrire_20/Sherry_Argov.html" target="_blank">Falli soffrire 2.0</a></em></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: Sherry Argov</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: Piemme</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 320<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8856617552/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8856617552">12,75</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8856617552" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: febbraio 2011<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-5661-755-9</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>consigliato</strong></span>.</p>
<p><span style="text-align: justify;">Quello di <strong>Sherry Argov </strong>è un libro dedicato alle “brave ragazze”, a quelle donne che per il loro uomo sono sempre disponibili, anche quando lui si dimostra irritato e scostante; che rimangono inutilmente in attesa di una chiamata del loro principe azzurro; che da quello stesso principe sono date per scontate. Un libro dedicato a coloro che temono il sorgere di ogni nuova ruga; che con terrore guardano al momento della “prova costume”; che desiderano compiacere pur non essendo mai compiaciute.</span></p>
<p style="text-align: justify;">A queste “brave ragazze”, drogate dai finti modelli femminili della TV e delle riviste patinate, la <strong>Argov</strong> dedica il suo divertente (e utilissimo) “vademecum della stronzaggine”. I lettori più sensibili scuseranno l’utilizzo di tale termine, ma è proprio questo il messaggio che la scrittrice americana vuol far passare. Una donna che voglia realmente farsi amare dal proprio uomo deve innanzitutto farsi rispettare, e può ottenere questo solo se impara ad essere una “stronza”; il che non significa, come la stessa Argov precisa, essere una persona sgradevole, cinica e malevola, bensì essere una donna “gentile ma forte”, che ama se stessa e non si fa calpestare e, prima di badare a “ciò che gli uomini vogliono”, dà la precedenza a ciò che il suo cuore desidera per sentirsi felice e appagata.</p>
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<p style="text-align: justify;">Libro appartenente al filone dell’”anti-rosa”, per la vena dissacrante e deliziosamente cinica con cui guarda a tutto l’immaginario della letteratura femminile di consumo, <strong><em>Falli soffrire </em></strong>è un libro consigliato alle donne grintose e, soprattutto, a quelle a cui ancora brucia il ricordo di un amore indegno: queste ultime troveranno nell’opera della Argov un’occasione per sorridere, sfogarsi e pensare, traendo più di un consiglio prezioso da questo manuale per donne che di essere sull’orlo di una crisi di nervi ne hanno decisamente avuto abbastanza.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Saba Ercole per <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTRICE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sherry Argov</strong>: scrittrice, commediografa, autrice radiofonica, vive a Los Angeles. È collaboratrice di testate come «Cosmopolitan», «Elle», «Glamour» ed «Esquire». I suoi libri hanno conquistato il pubblico, soprattutto femminile, e sono stati tradotti in più di 30 paesi.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Io e Mrs Pennington, Alberto Zella</title>
		<link>http://www.libriconsigliati.it/io-e-mrs-pennington-alberto-zella/</link>
		<comments>http://www.libriconsigliati.it/io-e-mrs-pennington-alberto-zella/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[consigli libri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un viaggio a metà fra realtà e sogno (una visione onirica del romanzo, quella di Alberto Zella) che ci porterà a seguire le vicissitudini del giovane Davide Rossero e della vispa Mrs Agatha Pennington.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788874977390/Io_e_Mrs_Pennington/Zella_Alberto.html" target="_blank">Io e Mrs Pennington</a></em></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: Alberto Zella</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: Solfanelli</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 288<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8874977395/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8874977395">17,10</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8874977395" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: ottobre 2011<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-7497-739-0</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>consigliato</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo a Londra. Davide Rossero si è trasferito di recente nella capitale inglese, in apparenza per ragioni di lavoro: il suo è un tentativo di lasciarsi alle spalle un’ombra che pare seguire ogni suo passo, arrivando a popolare persino i suoi incubi. Al suo arrivo, in prossimità della Royal Albert Hall, Davide si imbatte in un’anziana signora, Mrs. Agatha <strong>Pennington</strong>, donna d’altri tempi affabile e ospitale. La signora, dopo poche battute, offre al ragazzo ospitalità in South Kensington: lei vive in solitudine in una casa troppo grande e sta cercando un coinquilino al quale fittare il piano superiore dell’abitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Comincia così un viaggio a metà fra realtà e sogno (una visione onirica del romanzo, quella di <strong>Alberto Zella</strong>) che ci porterà a seguire le vicissitudini del giovane David (ribattezzato così da Mrs. Pennington) e della vispa signora che scopriremo essere dotata di poteri non del tutto comuni, ma assolutamente benigni. Quella di Davide è in realtà una fase di transizione che lo condurrà alle soglie di una nuova consapevolezza; un ritorno al passato, in parte un superamento di antichi traumi.</p>
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<p style="text-align: justify;">Due gli incontri determinanti, archetipici: quello con <strong>Mrs. Pennington</strong> da un lato, che accompagnerà il giovane Davide nel difficile percorso, e quello con il misterioso Mr. <strong>Nazir Khan</strong> dall’altro, nemesi del giovane e al contempo antitesi dell’anziana e benevola signora, trasfigurazione (o incarnazione) del male e rappresentazione demoniaca.</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto, il romanzo di <strong>Alberto Zella</strong> si pone sulla linea di confine, lambisce il metafisico per ripiombare caparbiamente nella concretezza: e in questo la scelta di far ruotare la parte centrale della finzione romanzesca attorno a un luogo-simbolo qual è il palcoscenico di una rappresentazione teatrale “d’avanguardia” sublima le peculiarità della trama e della scrittura.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cielo divenne nero e poi rosso come il fuoco. La tremenda battaglia tra angeli leali e angeli ribelli era terminata, ma la voragine era aperta. Mi chiedevo perché creature perfette si ribellassero. Nemmeno i cieli erano immuni dal dolore e dall’infelicità? </em><em>Scivolavo nella voragine che si restringeva; le sue pareti mi soffocavano, ma non rallentavano la mia caduta. Un fango melmoso e fetido mi aveva coperto dalla testa ai piedi. Precipitavo verso un fondo lontano e invisibile, attraversando tutti gli orrori dell’umanità. Vidi Caino uccidere Abele; volevo fermarlo ma ero impotente. Vidi la guerra, la fame e le malattie. Udii il pianto degli orfani e il lamento delle vedove, le urla dei torturati. Il loro dolore era il mio, ma non potevo alleviarlo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A proposito della scrittura di quest’autore esordiente: il suo è uno stile raffinato, piano, al tempo stesso ricco di riferimenti ai classici e in un certo qual modo impreziosito da barocchismi (che solitamente, e non è questo il caso, non hanno alcuna funzione positiva nella stesura di un’opera contemporanea, se non quella d’appesantire lettura e comprensione).</p>
<p style="text-align: justify;">Sin dalle prime pagine sono stato colpito dalla proprietà di linguaggio e dall’abilità di <strong>Alberto Zella</strong> nel gestire le fila di un’opera di certo non semplice. Zella si nutre di classici (principalmente anglosassoni) e la sua scrittura non può che risultarne impregnata: i ritmi sono lenti, a tratti, ma mai soporiferi, il risultato complessivo è piacevole oltre ogni aspettativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è a questo proposito che mi chiedo: come può una nuova voce italiana con tutta evidenza degna delle attenzioni di editori (il suo non me ne voglia) ben più blasonati lavorare ancora sotto silenzio, dietro le quinte? Sì, perché questo romanzo, con un adeguato lavoro di editing, sarebbe non solo maggiormente riuscito, ma meritevole di ben altre fortune.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberto Giungato per </em><a style="font-style: italic;" href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTORE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Zella</strong>, nato nel 1960, è al suo esordio come scrittore.<br />
<em><strong>Io e Mrs. Pennington</strong></em> è un romanzo pensato durante i tragitti in treno per pendolarismo e nasce dalla passione dell’autore per le letture psicoanalitiche.<br />
Laureato in Economia e Commercio e impiegato presso una società del gruppo Eni, Albero Zella compie frequenti viaggi all’estero, soprattutto in Nord Africa e Nord Europa, il che gli ha fornito materiale per la sua scrittura, molto rispettosa della geografia dei luoghi e delle persone.</p>
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		<title>Ho sognato il re, Abdellah Taïa</title>
		<link>http://www.libriconsigliati.it/ho-sognato-il-re-abdellah-taia/</link>
		<comments>http://www.libriconsigliati.it/ho-sognato-il-re-abdellah-taia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 13:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La storia di un’amicizia che sfocia in una vera tragedia  shakesperiana, la lotta di classe narrata con poesia, la disuguaglianza nel Marocco diviso di Hassan II: questo ci racconta Abdellah Taïa nel suo ultimo romanzo, premiato con il Prix de Flore 2010.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788876383434/Ho_sognato_il_re/Abdellah_Taia.html" target="_blank">Ho sognato il re</a></em></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: Abdellah Taïa</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: ISBN</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 144<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8876383433/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8876383433">14,37</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8876383433" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: marzo 2012<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-7638-343-4</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>da non perdere</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">È con un <strong>sogno</strong> che il romanzo ha inizio, un sogno che mette in scena il desiderio di ogni marocchino: essere ricevuti dal re, avvicinarlo, potergli baciare la mano in un gesto di sottomissione che dice tutto del periodo in cui la storia è ambientata.  È il sogno di <strong>Omar</strong>, un sogno pieno di passione che ben presto si trasforma in un incubo terribile e angosciante, una sorta di premonizione per ciò che accadrà nella sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Omar è un ragazzino di <strong>Salé</strong>, cittadina alle porte della capitale marocchina Rabat. È povero, abbandonato dalla madre che se n’è andata in cerca della sua libertà, vive con un padre disperato per la mancanza della moglie, talmente disperato che è proprio Omar a doversene occupare. Il suo migliore amico è<strong> Khalid</strong>, un ragazzino della ricca borghesia marocchina che vive in una casa lussuosa ed è circondato dalla servitù che esaudisce ogni suo capriccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Omar e Khalid sono agli antipodi: <strong>povertà</strong> e<strong> ricchezza</strong>, <strong>forza </strong>e<strong> debolezza</strong>, <strong>coraggio</strong> e<strong> fragilità</strong>, una differenza sottolineata anche dal colore della pelle che se in Omar è scura in Khalid è di un bianco pallido. I due sono molto legati, condividono giochi, sogni, sesso in un’amicizia intensa ma che davanti alla <strong>differenza di classe</strong> finisce per frantumarsi.</p>
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<p style="text-align: justify;">Quando <strong>Khalid</strong> riceve l’invito a palazzo, l’invito a baciare la mano del re, Omar ne rimane all’oscuro fino a quando la notizia diviene pubblica. Come risvegliatosi da un sogno, Omar si sentirà tradito, sentirà tutta la differenza tra lui e Khalid, toccherà con mano la distanza tra la sua povertà e la ricchezza dell’amico e sentirà nascerà in lui il desiderio di vendetta. Sarà il suo sentimento di rivalsa e giustizia a portarlo insieme all’amico nella foresta misteriosa e proibita di <strong>A</strong><strong>ïn Houala</strong>, un luogo magico in cui le differenze scompaiono e la percezione di sé si fa delirio. Insieme giungeranno a quel ponte rotto che segna il confine tra  Salé e Rabat, simbolo del limite tra due mondi, tra due vite, tra la vita e la morte. E sarà la morte a fare la sua comparsa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abdellah Taïa</strong>, narrando solo tre giorni dei due amici, dilata il tempo dandogli una dimensione onirica che rapporta tutta la vicenda a quel sogno fatto da Omar nelle prime pagine del romanzo. Con un linguaggio giocoso, quasi infantile, dà voce a Omar e alla sua solitudine, dà vita a dialoghi a volte deliranti che fanno emergere l’incomunicabilità tra i due amici. È solo nelle ultime pagine che il punto di vista si sposta improvvisamente su una donna, quasi a darci l’idea di esserci svegliati, anche noi lettori, da un sogno: è il turno di Hadda, una donna respinta, marocchina, musulmana, nera, che in qualche modo potrà rivendicare la sete di giustizia di Omar.</p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://www.licialanza.it" target="_blank">Licia Lanza</a> per <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTORE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abdellah Taïa</strong> è nato nel 1973 in un quartiere popolare di Salé, in Marocco. Vive a Parigi, dove svolge un dottorato in lettere e lavora come giornalista e sceneggiatore. Ha seguito le vicende della Primavera Araba per diverse testate, tra cui Le Monde e Courrier international. Isbn Edizioni ha pubblicato i suoi romanzi <em>L’esercito della salvezza</em> (2009) e <em>Uscirò da questo mondo e dal tuo amore</em> (2010).</p>
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		<title>Non molto lontano da qui, Massimo Cacciapuoti</title>
		<link>http://www.libriconsigliati.it/non-molto-lontano-da-qui-massimo-cacciapuoti/</link>
		<comments>http://www.libriconsigliati.it/non-molto-lontano-da-qui-massimo-cacciapuoti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[consigli libri]]></category>
		<category><![CDATA[garzanti]]></category>
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		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni romanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La storia è piacevole e scorre via (solo in apparenza) inoffensiva. Si parla di Giacomo, un bravo ragazzo privo di particolari qualità, che cerca il suo posto nel mondo.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788811683902/Non_molto_lontano_da_qui/Cacciapuoti_Massimo.html" target="_blank">Non molto lontano da qui</a></em></em></h2>
<p><em></em></p>
<h3><em>Autore: Massimo Cacciapuoti</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: Garzanti</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 196<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8811683904/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8811683904">14,96</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8811683904" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: ottobre 2011<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-1168-390-2</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>consigliato</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguo lo scrittore napoletano <strong>Massimo Cacciapuoti </strong>dai tempi del suo libro <em>L’abito da sposa</em> (2006). E concordo con la sua casa editrice Garzanti che lo definisce “una delle voci più interessanti della nuova narrativa italiana”. Oltre a ciò, è anche tipo disponibile e simpatico. Uno che risponde ai suoi lettori, per capirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo romanzo che ho letto di <strong>Cacciapuoti</strong> (ma non il più recente, come vedremo) è <strong><em>Non molto lontano da qui </em></strong>(Garzanti, 17,60 euro). Sorprende l’ambientazione: non più Napoli, ma Roma. La storia è piacevole e scorre via (solo in apparenza) inoffensiva. Si parla di Giacomo, un bravo ragazzo privo di particolari qualità, che cerca il suo posto nel mondo all’ombra di un padre di personalità. E di un’attività di famiglia, una vineria, che si evolve negli anni a seconda dei gusti dei clienti e delle mode del momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Giacomo ha un’amica del cuore, Cristina, una sorella un po’ disastrata e una mamma chioccia. La svolta avviene quando incontra il dj Francesco (no, non quel dj Francesco!) e comincia lui stesso ad animare le notti nelle disco, tra Roma e Londra. La sua vita cambia e lui trova (o perde?) se stesso.</p>
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<p style="text-align: justify;">Punto nodale è l’incontro con Alice. E la possibilità che il protagonista finalmente ha, e si dà, di vivere l’amore fino in fondo. Ma Giacomo, esponente di una generazione “a cui tutto sembra insieme così facile e così difficile”, non ce la fa a donarsi davvero. E il perché lo spiega bene lui stesso: &#8220;È inutile, non sono fatto per la convivenza. E del resto la mia casa ne è la prova provata. Nessuna apertura verso l&#8217;esterno. Moka da una tazza, arredobagno con un solo portasciugamano, un solo gancio per accappatoio, un solo portasapone, armadio a una sola anta, letto matrimoniale con lato-lei sommerso di libri, computer impostato con un solo profilo, e potrei continuare per ore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono molte altre le frasi che ho amato e sottolineato, in questo libro. Ma forse è meglio che ognuno trovi i suoi passi amati.<br />
Come diceva Bisio: &#8220;Mi piace condividere i libri con la mia compagna e confrontare poi le sottolineature&#8221;.<br />
Condividere, quello che non fa Giacomo. E fa, invece, Massimo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uscita più recente di questo autore da tenere d’occhio è invece Va tutto bene (Barbera Editore), una specie di thriller sentimentale on the road.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Lucia Tilde Ingrosso per <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTORE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Massimo Cacciapuoti</strong> è una delle voci più interessanti della nuova narrativa italiana. Nato a Giugliano in Campania (NA) dovev vive e lavora. È autore dei romanzi <em>Pater familias</em> (1997) &#8211; diventato un film con la regia di Francesco Patierno &#8211; <em>L&#8217;ubbidienza</em> (2004), <em>L&#8217;abito da sposa</em> (Garzanti, 2006) e <em>Esco presto la mattina</em>.</p>
<div><iframe src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?t=libriconsi-21&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;asins=8811683904&#038;ref=qf_sp_asin_til&#038;fc1=000000&#038;IS2=1&#038;lt1=_blank&#038;m=amazon&#038;lc1=0000FF&#038;bc1=000000&#038;bg1=FFFFFF&#038;f=ifr" style="width:120px;height:240px;" scrolling="no" marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0"></iframe></div>
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		<title>Sulla pelle viva, AA. VV.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 14:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il primo sciopero auto-organizzato dai lavoratori stranieri raccontato da chi l’ha vissuto in prima persona. Un libro straordinario che esplora la vita dei braccianti, i soprusi subìti ogni giorno, le assemblee e la decisione di scioperare, la rete di solidarietà che si è costruita giorno dopo giorno, raccontando un fatto epocale che ha posto le basi per cambiamenti a venire.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788865480397/Sulla_pelle_viva.html" target="_blank">Sulla pelle viva</a></em></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: AA. VV.</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: DeriveApprodi</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 168<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865480394/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8865480394">10,20</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8865480394" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: gennaio 2012<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-6548-039-7</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>da non perdere</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardò è una cittadina del Salento, un centro barocco e una spiaggia turistica che ogni estate accoglie turisti da ogni dove. Nardò è uno dei tanti luoghi del sud Italia in cui l’agricoltura necessita di braccia forti e disposte a lavorare ore e ore sotto il sole cocente. Questa è terra di mare, ma anche di angurie e pomodori, qui ogni estate arrivano centinaia di turisti e altrettante di migranti: se i primi si godono le vacanze, gli altri lavorano con fatica nei campi e si guadagnano qualche soldo. Fino alla scorsa estate, quella del 2011, che a Nardò ha visto il primo sciopero auto-organizzato dai lavoratori stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sulla pelle viva</strong> </em>è il racconto corale di chi ha vissuto lo sciopero sulla propria pelle, di chi ha passato ogni giorno accanto ai lavoratori condividendo spazi e tempi, di chi è stato lì per capire cosa stava succedendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro ricostruisce le dinamiche che hanno portato prima alla presa di coscienza da parte dei circa 400 braccianti – tutti africani – della propria condizione di lavoratori sfruttati e poi allo sciopero, e lo fa narrando i vari aspetti di un fatto unico nel suo genere. Azioni politiche nate anche grazie a un modello del tutto nuovo (ed efficace) di gestione del luogo in cui i lavoratori stranieri hanno vissuto diversi mesi. La Masseria Boncuri di Nardò è infatti ben lontana dalle forme più conosciute di assistenza caritatevole; Boncuri è il luogo in cui l’accoglienza coincide con la sensibilizzazione verso un processo di emancipazione che parte dall’emersione del lavoro nero, sostenuta dalla campagna “Ingaggiami. Contro il lavoro nero” portata avanti dalle due associazioni presenti al campo fin dal 2010, la onlus pugliese Finis Terrae e le Brigate di Solidarietà Attiva (BSA).</p>
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</script></div>
<p style="text-align: justify;">Se il saggio di <strong>Mimmo Perrotta</strong> e <strong>Devi Sacchetto</strong> dà voce alle interviste raccolte presso il campo scattando fotografie delle vite dei tanti stranieri arrivati alla Masseria Boncuri, è <strong>Yvan Sagnet</strong>, ragazzo camerunense iscritto al Politecnico di Torino e arrivato a Nardò per pagarsi la retta universitaria che ci mostra lo sciopero dal suo interno, raccontando la pessima situazione lavorativa e le rivendicazioni successive, lo sciopero e le minacce ricevute in quanto portavoce della protesta. È lui, unico camerunense a Boncuri, che ci spiega come lo sciopero sia andato oltre gli schemi interetnici di divisioni per nazionalità, forte del suo essere lotta di classe, lotta per il lavoro e non lotta circoscritta all’essere stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianluca Nigro</strong>, della onlus Finis Terrae, a capo del progetto, spiega molto bene l’esperienza di Nardò illustrandone le origini e la necessità di recuperare e riattualizzare le forme di mutualismo, con l’obiettivo finale di costruire un’ampia rete di intervento in grado di far uscire dall’isolamento sociale e fisico i lavoratori migranti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo saggio, curato dalle <strong>BSA</strong>, è scritto a più mani dai volontari che hanno vissuto il campo e che con estrema freschezza forniscono istantanee di ciò che è stata la Masseria Boncuri, di cosa abbia significato vivere fianco a fianco dei lavoratori stranieri, offrendo le proprie mani e condividendo ciò che i lavoratori decidevano di condividere giorno per giorno, in un campo dove la gerarchia è stata volutamente chiusa fuori.</p>
<p style="text-align: justify;">Testimonianze complesse ma raccontante con uno stile fluido, che consentono di dare un’occhiata a un mondo che spesso si conosce solo superficialmente ma che riguarda ogni cittadino, non fosse altro per ciò che ogni giorno troviamo sulla nostra tavola.</p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://www.licialanza.it" target="_blank">Licia Lanza</a> per <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>GLI AUTORI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BSA (Brigate di Solidarietà Attiva)</strong> – federazione di associazioni dislocate sul territorio nazionale. Nascono nel 2009 dal terremoto dell’Aquila. Hanno gestito il campo di Tempera per la popolazione abruzzese. Nei diversi territori di appartenenza portano avanti progetti di auto organizzazione dal basso ad ampio raggio, dal sostegno delle lotte dei lavoratori disoccupati o in cassa integrazione nelle fabbriche, all’accoglienza dei tunisini e delle popolazioni subsahariane richiedenti asilo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianluca Nigro</strong> – operatore sociale, è membro dell’associazione Finis Terrae Onlus. Responsabile del Progetto A.M.I.C.I. della Masseria Boncuri di Nardò dal 2010, da circa quindici anni si occupa di interventi sul tema dell’immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mimmo Perrotta</strong> – docente a contratto di Comunicazione Interculturale e Sociologia dell’Organizzazione presso l’Università di Bergamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Devi Sacchetto</strong> – ricercatore di Sociologia del Lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Yvan Pierr Jean Sagnet</strong> – nato il 4 aprile 1985 a Douala, Camerun, nell’agosto 2008 arriva in Italia e si iscrive al Politecnico di Torino per studiare Ingegneria delle Telecomunicazioni. Per sostenere le spese universitarie, nell’estate 2011 arriva a Nardò, dove diventa uno dei portavoce dello sciopero.</p>
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		<title>Cloaca, di Henri-Frédéric Blanc</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 16:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
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		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni romanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Romanzo on the road, commedia virata al thriller, l’opera di <strong>Henri-Frédéric Blanc</strong> appartiene a quel filone della letteratura contemporanea capace di essere “cinematografico” e di rendere le stesse sensazioni, la stessa spettacolarità di un film d’azione.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788896629376/Cloaca/Henri-Frederic_Blanc.html" target="_blank">Cloaca</a></em></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: Henri-Frédéric Blanc</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: Carta Canta </em><br />
<strong>Pagine</strong>: 71<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8896629373/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8896629373">10,35</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8896629373" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: ottobre 2011<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-9662-937-6</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>da non perdere</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Agli altri le cose succedono, mentre io ne vengo travolto</em>: per questo, il giovane protagonista di <strong><em>Cloaca</em></strong>, romanzo dello scrittore francese <strong>Henri-Frédéric Blanc </strong>edito da <strong>Carta Canta</strong>, vive la sua esistenza come un filosofo stoico, in una nichilistica indolenza, specchio della sua visione cinica e anarcoide del mondo. Tutto il contrario della sua compagna, Karin, ragazza che trae gioia da una vita semplice e senza ambizioni e che sembra la materializzazione di tutti gli stereotipi feroci sulle bionde.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa coppia improbabile decide di recarsi in vacanza in Italia, e sarà proprio lungo questo viaggio “di piacere” per le autostrade arroventate dal sole estivo che le loro vite saranno travolte dal destino, incarnatosi nei panni di uno yuppie dal nome impronunciabile a bordo di una Jaguar; un uomo perfetto come un fotoritocco, come una sceneggiatura per una fiction televisiva.</p>
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</script></div>
<p style="text-align: justify;">Quello dello scrittore francese è decisamente un romanzo on the road, ma questo non solo perché, banalmente, la strada è lo spazio fisico, il palcoscenico in cui si muovono i personaggi; in realtà, <strong>Cloaca </strong>è un romanzo on the road perché tale è la mente del suo protagonista-narratore, un “filosofo” che suscita nel lettore simpatia e irritazione e la cui dimensione interiore altro non è che un groviglio di strade, <em>un Kossovo di piccole speranze, di vaghe intenzioni, di progetti precari</em>, una cittadella mentale in guerra contro un mondo che sa solo vendere e morire.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura del romanzo di <strong>Henri-Frédéric Blanc </strong>procede rapida, spedita, come quella Jaguar lanciata in folle corsa su di una strada rovente; quella dello scrittore francese è un’opera che si staglia nella nostra mente come fosse un film d’azione, ne condivide i ritmi, i luoghi, la caratterizzazione dei personaggi, trasformando l’occhio del lettore nella macchina da presa che riprende, inseguendoli, i tre lungo il loro viaggio verso l’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Romanzo caratterizzato da una comicità che vira sul thriller, con una postfazione assolutamente surreale, <strong>Cloaca </strong>appartiene a quel filone letterario che non solo è perfettamente adattabile sul grande schermo, ma sa essere cinematografico sin dalla sua “versione per il lettore”, che cattura e trascina tra le sue pagine proprio come può esserlo la visione di un film d’azione.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Saba Ercole per <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTORE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Henri-Frédéric Blanc</strong>, nato a Marsiglia nell’inverno del 1954, l’anno in cui il vecchio porto è gelato, dopo essere fuggito dall’ambiente universitario ha svolto infiniti lavori tra cui il pompiere. Negli ultimi anni ha pubblicato decine di opere – tradotte in molte lingue – in particolare romanzi, ma anche racconti, testi teatrali, poesia e fumetti, e diversi suoi libri sono stati adattati per il cinema.<br />
In Italia sono già stati pubblicati da Giunti <em>L’impero del sonno</em>, <em>Tiro al bersaglio</em> e <em>Gioco selvaggio</em>, ma la maggior parte dell’opera di Blanc resta ancora da scoprire per i lettori italiani. È colonnello ereditario della Serenissima Repubblica di Venezia, scrive ancora i suoi testi con carta e penna e pare che sia stato visto l’ultima volta tra le strade di Aix-en-Provence, con caffè e biro tra le mani, nel bar di fianco alla cattedrale.</p>
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		<title>Pausa caffè: i risultati del concorso organizzato in collaborazione con Mobydick</title>
		<link>http://www.libriconsigliati.it/pausa-caffe-i-risultati-del-concorso-organizzato-in-collaborazione-con-mobydick/</link>
		<comments>http://www.libriconsigliati.it/pausa-caffe-i-risultati-del-concorso-organizzato-in-collaborazione-con-mobydick/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 08:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e interviste]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[consigli libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libri novità]]></category>
		<category><![CDATA[pausa caffè]]></category>
		<category><![CDATA[piccola editoria]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: right;">I risultati del concorso <strong>Pausa caffè</strong>, organizzato in collaborazione da Mobydick editore e Libriconsigliati.it, sponsor Caffè Molinari.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<script src="http://www.upnews.it/tools/button.js" type="text/javascript"></script></div><div id="attachment_5787" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-5787" href="http://www.libriconsigliati.it/pausa-caffe-i-risultati-del-concorso-organizzato-in-collaborazione-con-mobydick/banner-pausa-caffe/"><img class="size-full wp-image-5787" title="banner-pausa-caffe" src="http://www.libriconsigliati.it/wp-content/uploads/2011/10/banner-pausa-caffe.jpg" alt="Pausa caffè" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Pausa caffè</p></div>
<h2><em> </em><em>Pausa caffè: i risultati.</em></h2>
<p style="text-align: justify;">Si è concluso il concorso <strong>Pausa caffè</strong>, organizzato in collaborazione con <strong>Mobydick</strong> editore, piccola ma attentissima casa editrice di Faenza guidata dall&#8217;ottimo Guido Leotta. La nostra redazione è stata parte attiva nella selezione dei racconti finalisti, fra i quali una giuria &#8220;popolare&#8221; ha individuato il racconto vincitore.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria per questa prima edizione è andata alla scrittrice riminese <strong>Daniela Donati</strong>, con il suo &#8220;Ci vuole orecchio&#8221;: a lei tutti i nostri complimenti e un in bocca al lupo per il suo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo un estratto dal sito di Mobydick, che riassume tutta la positività di questa prima esperienza in partnership, e a seguire il racconto vincitore:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Possiamo affermare che è stata davvero una bella esperienza: la qualità dei racconti che ci sono stati spediti (e in molti casi: la loro originalità) conferma la presenza di narratori che sanno utilizzare al meglio lo spazio &#8220;breve&#8221; concesso da poche migliaia di battute.</em></p>
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</script></div>
<p style="text-align: justify;"><em><em> </em>E il risultato finale, che si è giocato tutto nell’arco di pochissimi voti, è rimasto in equilibrio fin sulla dirittura d’arrivo. [...] ogni quindici giorni, a partire da oggi, pubblicheremo i primi tre classificati e poi, in ordine alfabetico, tutti gli altri che sono rientrati nella rosa dei venti finalisti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa edizione di &#8220;<strong>Pausa Caffè</strong>&#8221; verrà promossa, quindi, fino alla fine del 2012 &#8211; ma stiamo già pensando alla prossima puntata … Tuttavia, come anticipato dal bando, il &#8220;gioco&#8221; non è ancora terminato: ora possono farsi avanti i lettori, che &#8211; realizzando recensioni brevissime (non oltre le 200 battute, da inviare come allegato Word a: <a style="color: #006699; font-family: arial, helvetica, sans-serif; line-height: 18px; text-align: justify; font-size: small;" href="mailto:info@mobydickeditore.it">info@mobydickeditore.it</a>) del racconto &#8220;in vetrina&#8221; &#8211; potranno aggiudicarsi i libri in omaggio messi in palio dalle edizioni Mobydick. Così: buona lettura!</em></p>
<p style="text-align: right;"><em> Roberto Giungato </em>per <strong><a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_self">Libriconsigliati.it</a></strong></p>
<div>
<p><strong><em>Ci vuole orecchio</em> </strong><strong>di </strong><strong>Daniela Donati</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;">I clienti occasionali entrano distratti solo per un caffè al volo, spingendo la porta con la spalla, come se non volessero contaminarsi: qualcuno si siede, restando sul bordo della sedia senza accomodarsi, giusto il tempo di sfogliare il giornale. Quelli della pausa caffè autorizzata si presentano a gruppi, accomunati dal livello professionale, dalla qualifica, dal taglio di capelli, dalla griffe dominante, dallo schieramento politico. Arrivano ed escono parlando fitto, nel mezzo potrebbe esserci di tutto, scivolerebbe comunque via. E c&#8217;è lei.<br />
Lei nel Musicaffè staziona senza tempo, come se la sua casa fosse in restauro dopo un incendio o non ne avesse una o le fosse concessa una pausa a vita da un lavoro misterioso che non la opprime.<br />
Le dieci sono la sua ora e il tavolo col divanetto il suo posto, senza varianti. Alle nove e cinquantacinque il barista appoggia un cappello di pannolenci sulla seduta e nessuno equivoca mai il segnale.<br />
Arriva a piedi, trafelata, come se strappasse il tempo a morsi, ticchettando su tacchi himalayani che la dondolano lenti senza tradirla mai.<br />
S&#8217;infila di forza nel divanetto strisciando adagio il corpo burroso sulla tovaglietta leggera e rompendo l&#8217;equilibrio del portatovaglioli e della ciotola con le buste di zucchero che schiccherano con brio scontrandosi. Lei non se ne cura, certa che si tratti di una svista d&#8217;equilibrio temporanea destinata a ritrovare velocemente il suo stato perfetto.<br />
Afferra il cappello segnaposto e lo appoggia sull&#8217;acconciatura gonfia da bambola antica sistemandolo con cura davanti a uno specchio inesistente.<br />
Si lascia cadere sulla sedia di peso, mollando il corpo loffo fuori dal tiro dei tacchi stantuffando due tre volte sullo skai soffice del sofà che si affossa presto sfiatando giusto un po&#8217;.<br />
Il sospiro esce languido, come in un abbraccio, senza fretta di ritrovare il ritmo dominante dell&#8217;aria. È su quell&#8217;ansimìo intermittente che lei estrae dalla custodia un’inaspettata macchina da scrivere e l&#8217;appoggia con grazia sul tavolo, spostando uno alla volta gli oggetti d&#8217;intralcio, inciampando nella tovaglia di ciniglia e aggiustandola e lisciandola quasi a scusarsi della sua presenza larga ma necessaria.<br />
Sgranchisce le dita alla breve e le fa scricchiolare senza scrupoli, prima la destra poi la sinistra, con la cura e la determinazione del dottore che deve ferire se ferire è la rotta per guarire.<br />
Quando inizia a battere sui tasti presto si capisce che l&#8217;attesa è finita, che l&#8217;intesa è assodata e il pensiero può sortire da quella testa che tentenna leggera stemperando l&#8217;altalena del tempo leggero del caffè.<br />
A quell&#8217;ora non c&#8217;è nessuno. Il barista ha lavato le tazze delle colazioni, riposto le brioche cremose, preparato i salatini per gli aperitivi. C&#8217;è quell&#8217;aria aperta delle ore di mezzo in cui tutto può succedere, aria di stazione di piccola città dove scende uno sconosciuto, aria di quotidiani in uscita con un&#8217;edizione straordinaria. Lei dà il meglio nelle ore di mezzo e sbatacchia senza intoppi i tasti e strappa fuori dal rullo fogli obbedienti che sembrano scriversi da soli.<br />
A tratti martirizza con fuoco la macchina e sfonda i meccanismi a colpi feroci da tragedia, a tratti si rasserena e scorre via larghissima con le dita trovando pace alla guerra di prima e così per ore come se non ci fosse mai tregua alle vicende alterne della scrittura e la vita si divincolasse fra gli ingranaggi della macchina chiedendo una via d&#8217;uscita.<br />
Ogni tanto il barista le porta un caffè che lei beve a piccoli sorsi continuando a pigiare con un dito per non perdere il ritmo, fino a quando sente un&#8217;incrinatura, una battitura scomposta che esce di tono e allora &#8220;E&#8217; tardi&#8221; dice e se ne va.<br />
Solo una volta si era bloccata prima del tempo. Era entrato un cliente occasionale, si era seduto a un tavolo come se avesse intenzione di fermarsi; aveva ordinato un caffè corretto alla sambuca, l&#8217;aveva aspirato, aveva chiuso gli occhi, si era guardato intorno, aveva chiamato il barista.<br />
&#8220;Se questo posto si chiama Musicaffè, perché non c&#8217;è musica?&#8221; aveva chiesto.<br />
Il barista si era girato verso di lei che aveva alzato la testa di sbieco a seguire qualcosa che non c&#8217;era. I tasti avevano taciuto il ritmo si era interrotto la macchina riposta in un soffio tolte le scarpe lei era sgusciata fuori dal sofà e dal bar precipitando appena.<br />
Il barista si era girato verso il cliente occasionale con la lentezza di un mezzogiorno di fuoco. Lui beveva il caffè mentre la sua domanda restava sospesa nell&#8217;etere in attesa di una risposta che tardava.<br />
Il bar era caduto nel silenzio.<br />
Il tale aveva alzato la testa e sorriso.<br />
Sembrava che niente potesse accadere perché nell&#8217;alzarsi e pagare e aprire la porta con la spalla come per paura di contaminarsi c&#8217;era la quadratura di un cerchio senza spiragli.<br />
Invece lui si era girato un attimo prima di uscire di scena.<br />
&#8220;Era lei la musica&#8221; aveva detto e la porta su quel la si era chiusa, adagio ma non troppo.</p>
</div>
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		<title>La stracciata pazzia, Stefano Bernazzani</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 16:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I protagonisti de <em>La Stracciata Pazzia</em> sono diversissimi tra loro ma legati da un filo sottile e indistruttibile che si chiama amicizia. Quella vera, quella che ti fa scalare montagne e fare pazzie. Tutti e tre lavorano alla Si.tec e tutti e tre si sognano altrove. Ed è la fabbrica il perno intorno a cui ruota il romanzo e la loro vita.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="upnews_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><script type="text/javascript"><!--
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<h2><em>Titolo: <em><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1819299&amp;g=0&amp;url=http://lafeltrinelli.it/products/9788881784820/La_stracciata_pazzia/Stefano_Bernazzani.html" target="_blank">La stracciata pazzia</a></em></em></h2>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em>Autore: Stefano Bernazzani</em></h3>
<p><em> </em><br />
<em><strong>Editore</strong>: Mobydick</em><br />
<strong>Pagine</strong>: 267<br />
<strong>Prezzo</strong>: € <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8881784823/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=libriconsi-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8881784823">15,30</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=libriconsi-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8881784823" border="0" alt="" width="1" height="1" /><br />
<strong>Pubblicazione</strong>: ottobre 2011<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-8178-482-0</p>
<p><strong>Valutazione <a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libriconsigliati</a></strong>: <span style="color: #993300;"><strong>da non perdere</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente un libro che parla della “fabbrica” moderna con cognizione di causa, raccontandola dal di dentro senza farsi prendere la mano dall’ideologia. Fosse solo per questo, <em><strong>La stracciata pazzia</strong></em> di <strong>Stefano Bernazzani</strong> (Mobydick) andrebbe letto. Ma questo non è tutto, nient&#8217;affatto.</p>
<p style="text-align: justify;">I protagonisti, Davide, Giovanni e Vincenzo, sono diversissimi ma legati tra loro da un filo sottile e indistruttibile che si chiama amicizia. Quella vera,quella che ti fa scalare montagne e ti fa fare pazzie. Tutti e tre lavorano alla Si.tec e tutti e tre si sognano altrove, specialmente Vincenzo che coltiva il suo progetto di aprire una birreria ma ha bisogno dei suoi amici perché &#8220;a lavorare con altri proprio non ce la fa&#8221;. Giovanni è più adulto e più “sanguigno”, lui le ingiustizie non le sopporta proprio. Davide è, del gruppetto, il più equilibrato, ma anche per lui l’amicizia è una cosa sacra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un racconto corale e i personaggi si alternano nel dipanare la trama di una storia che è quella di tutti, non è una storia eccezionale, non è una storia di eroi. O forse sono proprio questi gli eroi, eroi contemporanei come il Luigi delle Bicocche cantato da Caparezza. Quegli uomini e quelle donne che combattono la loro battaglia quotidiana contro un sistema che li vuole ingranaggi da stritolare, riuscendo a preservare i valori in cui credono e, in definitiva, a restare umani.</p>
<p style="text-align: justify;">I protagonisti sono tre uomini ma accanto a loro ci sono tre personaggi femminili. La fabbrica, innanzitutto, che è il perno intorno a cui ruota la vita di tutti. Intensa la similitudine con il Titanic (il libro è ricco di similitudini) alla notizia che bisogna prepararsi ad “accettare degli esuberi”, come male necessario:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per un minuto la sala mensa traballa, s’inclina, scivoliamo da una parte della stiva come sulle navi che affondano, come sul Titanic. Il nostro iceberg ci passa accanto dopo averci squartato la pancia, cominciamo già a imbarcare acqua e la riva è ancora lontanissima. Sentiamo i motori che si spengono,la spinta che svanisce, la luce che si attenua. E sappiamo che le scialappe di salvataggio non basteranno per tutti.</em></p>
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<p style="text-align: justify;">Valentina che lavora al sindacato (che <strong>Bernazzani</strong> ci fa“vedere” dall’interno, con le sue logiche a volte incomprensibili) e si ritrova stretta tra due fuochi: da una parte la realistica necessità di limitare i danni, attraverso accordi con i dirigenti della Si.tec che minacciano (che novità!) di chiudere e trasferire tutto in India; dall’altra la compartecipazione al dramma di chi si vede tagliato fuori <em>sine colpa</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lucia, la mamma di Davide, un personaggio secondario che si impone con una forza dirompente e distruttiva: vittima dei suoi sogni e delle aspettative imposte dal “così è per tutti”, Lucia vive una vita di mugugni e risentimento nei confronti di Giuseppe, il marito, che ha la colpa di essere sempre disponibile con tutti e di non pensare alla carriera e alla famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Durante la gravidanza aveva sperato che l’arrivo di un figlio avrebbe cambiato Giuseppe una volta per tutte, caricandolo delle sue responsabilità e rilanciando il loro matrimonio come le sembrava che succedesse per le altre coppie. Come doveva sempre succedere, secondo lei. Era così naturale… Ci si fidanzava, poi ci si sposava, e dopo pochi anni, trovata la quadratura del cerchio, si andavano a prendere i figli. Semplice, no?</em></p>
<p style="text-align: justify;">[...]<em> Lucia credeva che le cose sarebbero dovute andare così anche tra lei e Giuseppe. </em>[...]<em> Non volevano tutti la stessa cosa i mariti? Non volevano tutti un lavoro che li occupasse dalla mattina alla sera e una moglie che se ne rimanesse a casa a crescere i bimbi e a cucinare?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile tenere insieme tanti elementi in un’unica storia ma qui l’autore ci riesce, e bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La stracciata pazzia</em></strong> è un libro che parla di sentimenti e di lavoro, riconoscendo la dignità di chi di fabbrica vive ed evidenziando la precarietà e la paura su cui si regge tutto il sistema. Si respira una forte tensione narrativa che scaturisce dal gesto che i protagonisti stanno per compiere (e che non è il caso di svelare qui) e alle sue possibili conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato solo che nell’ultima parte l’autore si dilunghi, impegnando i suoi personaggi in un numero eccessivo di momenti di riflessione, probabilmente per l’urgenza di affermare alcuni concetti. La suspence in questo modo si stempera, ma gli si perdona tutto volentieri (compreso il titolo, francamente bruttino) perché questo è un libro vero, un romanzo che parla della vita reale e di persone concrete, senza essere banale, fornendoci uno spaccato attualissimo di questa “crisi” che parte da lontano e che vede, come dice Davide citando <strong>Primo Levi</strong>, “I sommersi da una parte e i salvati dall’altra”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i salvati di oggi saranno i sommersi di domani e curare solo il proprio orticello non porterà lontano. Ed è questo il messaggio che ci lascia questa storia.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Mariella Sciancalepore<a href="http://www.licialanza.it" target="_blank"> </a></em>per<em> </em><strong><a href="http://www.libriconsigliati.it" target="_blank">Libri Consigliati</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;AUTORE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano Bernazzani</strong> (1970) ha esordito nel 2003, sempre con <strong>Mobydick</strong>, con la raccolta <em>Viaggiatori diretti altrove</em><em> </em>(finalista al Premio Assisi) cui hanno fatto seguito altri racconti pubblicati in antologie e quotidiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo primo romanzo,<em> </em><em><a href="http://www.libriconsigliati.it/linverno-che-non-dimenticheremo-di-stefano-bernazzani/">L&#8217;inverno che non dimenticheremo</a></em>, ha vinto il Premio Chianti 2008.</p>
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