Cristiano Sabbatini, fondatore di Bel-Ami edizioni

Bel-Ami

Bel-Ami edizoni

“La Bel-Ami Edizioni sintetizza la propria linea editoriale nella struttura grafica del proprio marchio. L’intersezione delle lettere iniziali delle parole “Bel”, “Ami” ed “Edizioni”, la scelta del font nero su sfondo monocromatico, incarnano gli elementi distintivi della casa editrice, riassunti in tre concetti essenziali: trasparenza, eleganza ed equilibrio tra classico e moderno.
Il catalogo della Bel-Ami Edizioni nasce da un’attenta selezione di autori di considerevole spessore artistico ma ancora immeritatamente relegati in un contesto di modesta notorietà. L’obiettivo principale è quello di proporre nuovi scrittori contemporanei ma anche, soprattutto, riportare alla luce autori brillanti del passato, al fine di dar loro la rilevanza che meritano nel panorama letterario internazionale (dal sito ufficiale di Bel-Ami edizioni www.baedizioni.it).”


La nostra intervista con Cristiano Sabbatini, amministratore unico di Bel-Ami edizioni.

R. La Bel-Ami Edizioni rappresenta un’eccezione nel panorama editoriale italiano: è sufficiente dare una rapida lettura al vostro “manifesto d’intenti” per rendersene conto. Un breve cenno all’identità dei singoli che confluiscono nella vostra storia.

Sabbatini Quando nel 2005 decisi di fondare una casa editrice ero consapevole non solo del fatto che sarebbe stato un percorso completamente in salita e privo di sentieri ma, soprattutto, che non era mia intenzione realizzare questo progetto insieme ad amici. Non che abbia amici immeritevoli, anzi, ma ho sempre ritenuto più stimolante e “sicuro” intraprendere un viaggio del genere con chi non si conosce, poiché l’attenzione è indubbio più alta, nulla è lasciato al caso e, paradossalmente, tutto diviene poi più semplice. Convinto di questo, nel 2006 costituii il Circolo letterario Bel-Ami (www.bellami.it) – tuttora in attività – all’interno del quale mi è stato possibile incontrare le persone che in seguito sarebbero divenute gli attuali soci della Bel-Ami Edizioni: Simona Camplone (Direttore Editoriale), poliedrica e spumeggiante; Armando Rotondi (Vice DE), classico asso nella manica; e l’avv. Fabrizio Macrì (Responsabile Area legale), acuto e mediatore. Con il passare del tempo, questa “atipica” impostazione ci ha permesso di integrare le nostre individuali attitudini e professionalità con il collante dell’amicizia, andando a creare poi la splendida squadra che oggi mi onoro di rappresentare.

R. Ci pare di ritrovare nella vostra filosofia editoriale lo stesso piglio, anacronistico se vogliamo, che anima la nostra redazione. Ritiene sia una scelta appagante (anche sotto il profilo dei risultati economici) puntare a una riscoperta della qualità senza compromessi nell’ambito del panorama editoriale italiano?

Sabbatini Dal punto di vista emotivo, l’appagamento è assicurato. Dal punto di vista dei risultati economici, invece, l’appagamento arriva se a monte ci sono fondamenta solide e un concreto equilibrio tra ragione e sentimento: nessuno vieta a un titolo (anche) di qualità di diventare un best seller ma bisogna affinare una visione di lungo periodo e una capacità gestionale che consenta di porlo sul mercato, senza pregiudicare la filosofia di partenza né, ovviamente, l’assetto aziendale.

Lautrec

Lautrec "Monsieur Luis Pascal"

R. Per un editore, in definitiva, è ancora possibile al giorno d’oggi privilegiare i contenuti piuttosto che il sensazionalismo, ignorando (almeno in parte) le logiche di mercato?

Sabbatini Premesso che è impossibile ignorare le logiche di mercato, tutto sta a capire veramente ciò che si vuole, pianificarlo e ponderarne i rischi. Se la Bel-Ami Edizioni ci riesce, lo può fare chiunque.

R. In Italia assistiamo quotidianamente alla scomparsa delle piccole librerie indipendenti, schiacciate dalla prepotente affermazione dei grandi nomi dell’economia distributiva. Riesce a quantificare il danno subìto dall’editoria indipendente a seguito dell’estinzione della figura del libraio-consulente?

Sabbatini Le piccole librerie indipendenti, secondo me, non scompaiono a causa dei grandi nomi dell’economia distributiva, per il semplice motivo che le catene ci sono da sempre e si trovano in ogni circuito economico. Le librerie chiudono perché si tende a sottovalutare il mercato editoriale, considerandolo come se fosse una specie di mondo fatato e avulso dalle (normali!) sollecitazioni concorrenziali, tipiche di qualsiasi sistema analogo. Le piccole librerie dovrebbero forse puntare più sul gioco di squadra, anziché ostacolarsi a vicenda, condividere le informazioni e soprattutto i costi (a buon intenditore…), per subire meno le politiche della grande distribuzione. Dovrebbero forse imparare a interpretare in maniera più lungimirante i “sentori” che il mercato elargisce ed essere meno ostili al cambiamento, senza per questo rinunciare alla propria indipendenza. Forse, chi desidera entrare nel mercato editoriale dovrebbe farlo con uno spirito meno “romantico” e più consapevole del fatto che la concorrenza è ovunque (è spesso sleale) e che da soli oggi, non si va da nessuna parte. Ma forse questo è solamente ciò che farei io.

R. Torniamo a Bel-Ami Edizioni. Quali sono le direttrici principali della vostra linea editoriale, quali le sfide da affrontare?

Sabbatini Il nostro interlocutore principale è sempre stato l’ambiente universitario – un mondo che in parte rimpiango e in parte condanno per gli scarsi utilizzi delle proprie potenzialità – quindi tutto il nostro operare corre su questo binario. L’attuale sfida che ci proponiamo è quella di individuare i “nostri” autori e creare una scuderia di portentosi talenti: opera non semplicissima da realizzare ma, forse proprio per questo, allettante e ricca di stimoli.

R. Un cenno agli ultimi titoli pubblicati da Bel-Ami Edizioni e a quelli in lavorazione.

Sabbatini Abbiamo da poco pubblicato i saggi “Storia del romanzo psicologico” di Enrico Castrovilli e “Il viaggio di Ulisse in Campania” di Elena Scuotto – entrambi particolarmente apprezzati da studenti e biblioteche universitarie – e al momento stiamo lavorando al potenziamento della collana DieciLune e alla realizzazione dell’omonimo Festival. Non posso anticipare molto sul Festival DieciLune perché il progetto è ancora in fase embrionale, ma ci sarà da divertirsi.

A cura della redazione di Libri Consigliati



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