Come la pioggia di Andrea Bonvicini

Come la pioggia

"Come la pioggia" di Andrea Bonvicini

Titolo: Come la pioggia

Autore: Andrea Bonvicini

Editore: Perrone Lab
Pagine: 88
Prezzo: € 12,00
Pubblicazione: 2010
ISBN: 978-88-6316-138-0

Valutazione Libri Consigliatida non perdere.

È un piacere e un onere al contempo spendere parole sul lavoro di uno scrittore irrequieto, anacronistico (inteso nell’accezione più nobile del termine) e coraggioso qual è Andrea Bonvicini. Il suo Come la pioggia, racconto lungo edito da Perrone Lab, rimanda sensazioni contrastanti poiché parla alla testa e alla pancia, e lo fa utilizzando stilemi accurati, dai quali traspaiono prepotenti le influenze letterarie dell’autore trentino (milanese d’adozione) che non si esime dall’omaggiare quelle personalità che hanno costituito humus fecondo e vivo per le sue riflessioni esistenzialistiche e metafisiche, intrise da profonda umiltà di pensiero, rispetto per la prepotente persistenza della vita, ammirazione per le sue manifestazioni tangibili (la vita animale, quella vegetale).

Andrea Bonvicini, prima che scrittore, è un lettore onnivoro (si va da Carlo Emilio Gadda a Pirandello, da Buzzati a Kafka, Carver…) e senza dubbio alcuno ne dà prova in questo testo dalle connotazioni sfumate, istrionico (perché vuole esserlo) e sperimentale. Si faccia attenzione, però, lo sperimentalismo al quale si fa riferimento non si traduce banalmente in una ricerca d’esteriorità nuova e bizzarra, artificiosa e sterile, piuttosto sta a testimoniare quanto la lezione dei maestri sia stata assimilata, metabolizzata e rielaborata assecondando la personale vivacità di penna e d’intelletto di Andrea, che continua e continua a stupirsi e a mettersi in gioco.


Quello che ne emerge è un quadro complesso, ostico per gli affezionati del romanzo di genere (e per fortuna qui le classificazioni sono saltate, vadano a farsi benedire…), che dovendo sperimentare la mancanza della parola finisce per chiedere soccorso al latino e alla matematica, a un neolinguaggio che non scarta nulla, e dal tutto si fa plasmare.

Ed eccoci catapultati in un mondo nel quale gli esseri umani sono stati privati dell’elemento essenziale e necessario che li distingue dagli animali, elemento che viene individuato molto più prosaicamente che nell’anima, nell’uso della parola, nel linguaggio. Le atmosfere si fanno cupe e deliranti, mentre seguiamo il protagonista che si muove nell’utero materno e terribile della metropoli spoglia e svuotata (pare si assista all’effetto della tristemente nota bomba H, la bomba a neutroni, la più intelligente di tutte…) isolato dalla sua stessa natura, dall’impossibilità d’essere. Questo è il territorio del surrealismo di Buzzati, delle visioni oniriche dei racconti kafkiani, del relativismo gnoseologico pirandelliano, della monadologia di Leibniz e, perché no, della sconcertante brutalità che permea un capolavoro qual è Cecità di Saramago. L’uomo che cerca se stesso e la sua radice malata deve sottoporsi a un inevitabile processo di catarsi, andare incontro a una trasmutazione delle origini, della morale collettiva, deve rendere possibile una nuova genesi.

Il genere umano è stato privato da un evento sovranaturale (intervento divino, lo si vedrà procedendo nella lettura) della capacità di esprimersi e di comunicare, quindi, finanche della possibilità di comprendere la forma scritta. Non più sostenuti dal collante comunicativo i legami si spezzano, si sfaldano le vicinanze, le consonanze e ognuno si ritrova solo con se stesso, arrancando in un mondo nel quale l’ordine (l’illusione d’ordine) umano viene soppiantato dalla manifesta superiorità della natura. Ciò che resiste è la forza evocativa della musica, l’istinto alla sopravvivenza e la ricerca di un’equazione che ripristini un nuovo equilibrio.

Roberto Giungato per Libri Consigliati

L’AUTORE

Andrea Bonvicini nasce il 14 maggio 1962, a Trento, dove ancora risiede con la sua famiglia. La sua attività lavorativa si svolge però a Milano, dove dirige una società di servizi. Le lunghe serate milanesi danno spazio alla scrittura e alle parole. Tra i suoi riferimenti letterari, Flannery O’Connor, Cormac McCarthy, Bernard Malamud, Giovanni Testori, Raymond Carver, Carlo Emilio Gadda, Dino Buzzati, Franz Kafka, Luigi Pirandello.

Leggi anche: intervista ad Andrea Bonvicini.


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