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“Camere separate”: il capolavoro di Tondelli

Formazione”Dietro si lascia un continente in via di distruzione. Thomas era la Storia; il suo paese e la sua lingua gli scenari della guerra.

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Pier Vittorio Tondelli è uno degli autori italiani che meglio ha interpretato i malesseri di un’intera generazione, in particolare di chi ha avuto dai venti ai trent’anni negli anni ottanta.

Compro oro se compro un qualunque romanzo di Tondelli. Il vero capolavoro resta però la sua ultima pubblicazione ovvero Camere separate pubblicato da Bompiani nel 1989.

Considerato uno dei romanzi più importanti degli anni ’80 e a partire dal quale si sono formati molti autori di quella generazione e di quella attuale: a metà tra romanzo di formazione e un Sulla strada tutto italiano.

Camere separate ha il sapore di eternità in quanto è un romanzo che riesce a condensare sentimenti di vita e di morte in un patto che l’autore attraverso Leo, protagonista e suo alter ego, riesce a stringere con la sua vita e in particolare con la sua fine (morirà poco dopo la pubblicazione).

La storia d’amore di Leo e Thomas si snoda attraverso un’Europa ancora in divenire, ancora non aperta e con confini duri che ne segnano le distanze politiche, sociali e culturali. In questa immensità si sviluppa un amore tra due uomini che riesce a riflettere l’amore nella sua assolutezza: ritroviamo in particolare la paura e il terrore di perdere se stessi nel momento in cui si riflette la propria vita in un’altra anima. L’amore prende il volto della morte in quanto ogni sentimento ha i suoi limiti e diventa fragile perché in balia degli eventi esterni, delle distanze geografiche, delle debolezze private.

Il romanzo procede magistralmente attraverso flashback che ci permettono di ricostruire tassello per tassello tutta la vita del protagonista dall’infanzia all’adolescenza, fino al fondamentale incontro con Thomas.

Ma oltre ha la trama, Camere separate è un miracolo in quanto romanzo che è riuscito a parlare del destino, delle astrazioni, della follia, della miseria e della disperazione di tutta una generazione. Un sapore di morte permea tutto il romanzo in quanto Tondelli vuole catturare la fine di un’era e l’inizio del momento storico che stiamo vivendo e dove l’amore tra Leo e Thomas è solo metafora di qualcosa di più grande. Cambiano le vite, cambiano le abitudini, cambia l’Europa e cambia il modo di vivere l’amore, più moderno, più concreto, se vogliamo più fragile.

Lo stile di scrittura è dosato, forte e mai astratto. Vi sono anche alti momenti di lirica e poesia nonostante la prosa serrata. Indubbiamente un grande classico italiano da scoprire, da rileggere e sfogliare in più momenti perché davvero può essere una guida per conoscere se stessi.

 

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