Bacchetta in levare, di Achille Maccapani

Bacchetta in levare

Bacchetta in levare

Titolo: Bacchetta in levare

Autore: Achille Maccapani

Editore: Marco Valerio
Pagine: 320
Prezzo: € 18,00
Pubblicazione: aprile 2010
ISBN: 978-88-7547-227-6

Valutazione Libri Consigliati: consigliato.


È stato inevitabile, e non ero nemmeno giunta a metà lettura, cercare su Youtube la Sinfonia n. 8 di Anton Brucker, definita “monumentale”, “apocalittica”, poiché caratterizzata da crescendo emotivi di grande impatto sull’ascoltatore e dai cosiddetti “falsi finali”: quando appunto uno di questi crescendo ti induce a credere che ci si stia avviando alla conclusione, e invece no, ecco invece un pianissimo a scrivere la parola fine.

Quello che ho fatto è stato leggere Bacchetta in levare e ascoltare in sottofondo la suddetta sinfonia, specie nelle pagine in cui l’autore, Achille Maccapani, ne descrive in modo specifico i vari movimenti. Credo sia stato il modo migliore per ascoltare questo romanzo, che è tutto basato sulle vicende umane e musicali del suo protagonista, Enrico Liverani, anziano direttore d’orchestra che si è ritirato dalle scene dopo la morte della moglie Adriana.

Privo della persona con cui condivideva tutto, dalla vita domestica al percorso artistico, egli sceglie una sorta di esilio volontario in un piccolo borgo delle colline liguri. Evita ogni contatto con quel mondo che una volta era il suo habitat, cercando invece consolazione nel contatto con la natura e nel ricordo di tutto ciò che è trascorso: la sua esistenza con Adriana e la musica che ha studiato e diretto. Non riesce, nonostante la religiosità e le doti umane, a trovare conforto al lutto. Si ostina così a cercare una logica che trascenda l’idea di caso che pare regolare le umane vicende. Ed ecco che ancora gli viene in soccorso la musica, che egli individua nel dolore e nei suoni della natura, ecco che Enrico riprende a studiare la partitura dell’ottava sinfonia di Bruckner, che non ha mai diretto e che, in qualche modo, d’un tratto comincia a configurarsi come chiave di lettura e strumento salvifico. Ecco che una lettera, che lo invita a riprendere in mano la bacchetta per dirigere un gruppo di giovanissimi strumentisti, lo porterà a Lucerna, dove potrà confrontarsi con l’opera di Bruckner, con i suoi dubbi e con il suo dolore.


Mi sono chiesta più volte se l’autore di Bacchetta in levare sia un addetto ai lavori nel settore, poiché parla con competenza di partiture, costruzioni melodiche e situazioni strettamente connesse all’ambiente. Per certo, in ogni caso, si sentono vibrare la sua passione per la musica, l’estremo interesse ai dettagli di un tutto, la ricerca di senso nelle dinamiche di un’opera sinfonica. Soprattutto, riesce a comunicare al lettore emozioni e intuizioni precise, che vengono rappresentate dai vari passaggi all’interno di un’opera musicale complessa.

«Oggi ci aspetta l’Adagio. […] Il cuore della sinfonia. […]  Bruckner intraprende un inatteso cammino di ricerca. Vuole provare a trovare una risposta alle domande che ciascuno di noi si pone ogni giorno. Se ha ancora un cuore. Se ha ancora un senso esistenziale. Se ancora vive. […] L’ascoltatore non si rende conto dei passi graduali che compie, a mano a mano che il percorso spirituale e musicale si evolve. Questa non è solo una pagina di musica. È molto di più.»

Insieme al protagonista, in effetti, anche il lettore si sente gradatamente elevare l’anima, grazie alla musica, seguita e “spiegata” in ogni sua sfumatura. Tale precisione costituisce il valore aggiunto di un testo scorrevole, formalmente corretto, caratterizzato da una scrittura curata, a tratti lirica, e piuttosto “tradizionale” e che si addice, del resto, all’Io narrante principale. Altresì il modo dettagliato con cui l’autore presenta ogni passaggio musicale (ed esistenziale del protagonista) potrebbe risultare, alla lunga, un poco faticoso per il lettore non sufficientemente motivato o del tutto digiuno della materia.

Resta il messaggio forte che Achille Maccapani ci trasmette, circa il potere della musica: «Tu puoi essere portatore di un forte messaggio di fede attraverso la musica. La musica può nascere con il tuo gesto, la tua bacchetta che s’innalza nell’aria, di fronte all’orchestra! E rappresentare il dramma esistenziale. La ricerca di ogni uomo verso le proprie radici. La ricerca del senso della vita. La ricerca di ciò che esiste già dentro di noi, ma che spesso ci ostiniamo a non voler trovare. Per guidare tutti in un cammino comune alla ricerca della verità».

Silvia Longo per Libri Consigliati

L’AUTORE

Achille Maccapani (Rho, 1964) vive e lavora a Ventimiglia. Ha pubblicato i romanzi Taci, e suona la chitarra (Frilli, 2005 – XXII Premio letterario Città di Cava de’ Tirreni), Delitto all’Aquila nera (Zona, 2007) e Confessioni di un evirato cantore (Frilli, 2009).
Collabora a «Italia Oggi» ed è redattore di “La poesia e lo spirito”.


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