Per la sezione “Interviste d’autore” abbiamo scomodato (è davvero il caso di dirlo, visto che Fabio è da poco diventato papà) Fabio Di Credico, giovane scrittore e autore televisivo, che assieme a Tommy Dibari ha dato alla luce il romanzo La cambusa.
L’opera d’esordio dei due giovani autori, un romanzo di formazione che ha riscosso consensi sia fra gli addetti ai lavori sia presso il grande pubblico che ne ha decretato il successo grazie a un intenso passaparola, dopo essere stata pubblicata da una piccola casa editrice, è approdata alla Rizzoli ed è stata inserita nella collana 24/7.
R. Fabio, parliamo del tuo percorso letterario, dalla prima pubblicazione all’avvicinamento a un editore di primo piano qual è Rizzoli.
Di Credico Il mio percorso editoriale, intrecciato a quello di Tommy Dibari visto che parliamo di un’opera scritta a quattro mani, è legato evidentemente a “La Cambusa”, un romanzo, la cui genesi, il cui sviluppo è di per sè una storia da raccontare. Dopo averlo pubblicato per una piccola casa editrice con buoni risultati di vendita (essenzialmente in Puglia) , il nostro romanzo è stato “comprato” dalla Rizzoli, completamente rieditato e pubblicato un paio d’anni fa. Tra la prima stesura e l’ultima presentazione credo siano passati più di cinque anni, il tempo giusto per far sedimentare, crescere e lievitare un’opera prima.
R. Una breve considerazione sulle attuali evoluzioni del mercato (dalla piccola editoria indipendente ai grandi gruppi, passando per la distribuzione sempre più concentrata e massificata).
Di Credico È innegabile che il mondo del libro in Italia attraversi un periodo un po’ difficile. Nonostante si leggano più opere nazionali rispetto al passato è ancora troppo complicato il meccanismo che porta l’autore al proprio lettore ideale. Tra questi due soggetti spesso la speculazione e le leggi di mercato hanno la meglio. Una considerazione sulle piccole case editrici, però: spesso dietro l’etichetta di “piccola” si nasconde (mi vengono in mente alcuni casi) un modo piccolo di intendere l’editoria, spesso più vicina alla tipografia che ad altro. Il loro esempio negativo non di rado mette in cattiva luce il lavoro di tantissimi editori che di minore hanno solo i fatturati.
R. Proviamo a fornire qualche indicazione in merito alle tue letture, agli autori sui quali ti sei formato.
Di Credico A questa domanda di solito preferisco non rispondere, perché mi costringe a cercare una logica, una traccia dove spesso non c’è. Al di là dei classici… sono cresciuto con la letteratura del viaggio di Chatwin e Conrad, mi sono appassionato alle storie estreme di Bukowski, mi sono perso per anni dietro ai pirotecnici magheggi stilisti di Stefano Benni e Diego Cugia, per la tecnica chiedere a Zavattini e tanti altri che ora per pigrizia dimentico. Ho amato Alejandro Jodorowsky (di cui credo mi manchi ancora qualcosa), sono “inciampato” in tutta la generazione dei cosidetti Cannibali (Nove, Santacroce, Scarpa, Lanzetta…) poi mi sono rialzato, però! L’unico che seguo sempre in tutte le sue peripezie è Niccolò Ammaniti che è l’autore che più stimo. Menzione particolare e dovuta per il più grande disegnatore di storie di tutti tempi, Andrea Pazienza.
R. L’autore esordiente: quali gli spazi d’azione e le possibilità offerte agli scrittori italiani?
Di Credico Mai come in questo periodo c’è tanta attenzione per le opere prime. Non so se è una questione di moda o forse un breve momento in cui è possibile un ricambio generazionale. Vero è che l’autore oggi deve armarsi di grinta e passione, piuttosto che farsi spaventare dagli esperti di settore, e mirare al cuore dei propri lettori. Come? Ad esempio… con un sano “porta a porta”! Credo di aver presentato un centinaio di volte il mio romanzo in tutt’Italia. Abbiamo raccolto tantissimi applausi e qualche sedia vuota ma non ci siamo mai demoralizzati né fatto calcoli del tipo costi/benefici (presentazioni a Bruxelles, Milano, Napoli, Roma, ma anche a… Santo Spirito, in un lido balneare con tanto di costume e megafono!).
R. Quali i progetti in cantiere?
Di Credico Lazzaro. Un romanzo che siamo inseguendo da qualche anno e che vedrà la luce l’anno prossimo sempre per i tipi Rizzoli. La nostra priorità è lui.
R. Concludiamo con l’immancabile consiglio per gli autori esordienti.
Di Credico Diventate amici del vostro cartolibraio… investite i vostri soldi in fotocopie del vostro manoscritto e poi inviatele senza ritegno alle case editrici (per noi ha funzionato), certo sempre verificando che i destinatari prescelti pubblichino il nostro genere…
Diffidate da chi vi chiede contributi di ogni genere: l’Italia deve imparare a rispettare di più i mestieri dell’arte, troppo spesso associati a veri e propri hobby su cui speculare.
A cura della redazione di Libri Consigliati
GLI AUTORI
Fabio Di Credico & Tommy Dibari scrivono per la tv, per il cinema, per il teatro e per la pubblicità.
Nell’autunno 2008 sono stati autori del format “Artù” (Raidue) condotto da Gene Gnocchi e Elisabetta Canalis
Dal 2006 al 2007 sono stati tra gli autori di “Striscia la Notizia”. Dal 2004 sono ideatori e autori de “Il Graffio” e delle edizioni di “U’ Tub” (con Pio e Amedeo) su Telenorba (e di numerose altri programmi tra cui “30 anni con te” condotto da Simona Ventura). Nel 2005 hanno co-sceneggiato il film “Un eroe a Roma” del regista greco Panos Angelopoulos girato ad Atene, Roma e Trani. Il Film è uscito nel dicembre 2006 in Grecia (con strepitosi risultati di pubblico). Sono attualmente al lavoro alla sceneggiatura tratta da un loro scritto.
Nell’ambito del Premio “Città dei Cavalieri di Malta 2008” a Trinitapoli hanno curato una rilettura del Canto I de “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto interpretato da Michele Placido.
Sono autori di alcune commedie teatrali: tra cui “Gravi…danze” con Mingo (di Striscia la Notizia).
Dal 2002 tengono corsi di Scrittura Creativa in alcuni licei pugliesi.
Hanno scritto e diretto alcuni cortometraggi. Il fortunatissimo “Sali e Tabacchi” (www.sali-tabacchi.it) con Ettore Bassi, Fabio Ferri, Mingo, Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli e con la partecipazione del giornalista Lucio Palazzo.
Nel 2007 hanno pubblicato “La Cambusa. Storia d’amore e di altre malattie”.
Nel 2006 hanno pubblicato un racconto (“La Ballata di Centocanini.”) nell’antologia “Esagerato Rosso” (vino, sangue e sesso) per la Effedue.
Sono stati inviati a San Remo per un’emittente radiofonica. Scrivono per la pubblicità. Hanno diretto campagne e spot a livello nazionale.
Collaborano per alcune iniziative benefiche: hanno scritto e diretto uno spot per la Fratres e sono autori di tutti i monologhi per l’associazione “Ciao Vinny” che si occupa di sicurezza stradale.
Nel 2005 su invito del Governo Eritreo realizzano “Asmara mon amour” un reportage girato tra Asmara e Barentù. In quella occasione scrivono e dirigono anche lo spot sociale per l’adozione a distanza dei bambini Eritrei per l’associazione AABE in onda sulle tv nazionali e locali.
Tra i riconoscimenti ricevuti, nel 2006 sono stati premiati dal “Radio Corriere Tv” per la loro attività autorale. Hanno quasi 60 anni. In due.
Leggi le prime pagine de La cambusa: