L’anno delle ceneri di Giuseppe Schillaci

L'anno delle ceneri di Giuseppe Schillaci

Titolo: L’anno delle ceneri
Autore: Giuseppe Schillaci
Editore: Nutrimenti
Collana: Gog
Pagine: 224
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione: marzo 2010
ISBN: 978-88-95842-60-8

Valutazione Libri Consigliati: imperdibile.

È una voce autentica come poche, quella di Giuseppe Schillaci, che dalle pagine del suo L’anno delle ceneri celebra la profonda passione per la terra natale, la Sicilia, dilaniata al tempo delle elezioni politiche del ’48 dagli interessi particolari, dalle spartizioni operate dal potere politico ed economico che non trovano ostacoli di fronte all’accondiscendenza e alla piaggeria, all’ignoranza ammantata da pratiche sciamaniche e credenze popolari. L’anno delle ceneri è l’anno delle svolte radicali, l’anno che segna un passaggio definitivo e per certi versi immutabile. Nel seguire le vicende di Masino e Ninetta ci ritroviamo immersi in un affresco di notevole portata, storica e culturale, che muovendo dalla borgata del Buon Riposo si allarga a racchiudere Palermo, la Sicilia e l’Italia tutta.

Schillaci muove con maestria le fila di un romanzo che è opera narrativa e specchio di un’epoca, di una condizione umana che ci appare arcaica ma attualissima nelle sue manifestazioni deliranti e mistificatorie, nelle sue contraddizioni e nelle dinamiche del potere, quello degli uomini senza moralità, e lo fa seguendo con sguardo disincantato le gesta di un “piccirè”, Masino Basile, un ragazzo di borgata che insegue il suo personalissimo sogno americano. Ed è tutto qui il senso di una storia, quasi una fabula, carica di tensioni e speranze destinate a cedere il passo alla brutalità di un destino che non concede attenuanti, indissolubilmente legato alla terra e al fango, all’arrancare esausto della bicicletta Tina, alle urla di dissenso dello zio Toni, ai “conti” misteriosi del vecchio del ponte Ammiraglio, Nofrio. Quello di Schillaci è un pessimismo di verghiana memoria, che non lascia spazio alla possibilità di riscatto e inchioda ognuno alle proprie responsabilità.

Giuseppe Schillaci

Giuseppe Schillaci

Una scrittura elegante ed esatta quella di Schillaci, che non mostra segni evidenti d’incertezza e ben si sposa con una notevole capacità di raccontare per immagini, di racchiudere episodi nello spazio di poche inquadrature, brevi capitoli di rara intensità. Schillaci riesce a mantenersi a debita distanza dalla materia letteraria, eppure la sua voce è presente, chiaramente leggibile e identificabile. L’essenzialità dei gesti e dei dettagli racchiude in sé la profondità di un’indagine umanistica che trova compiutezza nelle contrapposizioni fra i personaggi principali: Toni e Nick Bonanno, Ninetta e Sisidda, Masino e Toni; su tutti, intento a osservare con saggia pacatezza l’evolversi degli eventi, Nofrio, memoria storica e guida, quasi oracolo, per il giovane Masino, e la costante presenza dei Decollati, anime in cerca d’espiazione che simbolicamente divengono simulacro della gente di Buon Riposo e della miseria della loro condizione.

Di notevole respiro due passaggi chiave: l’incontro-scontro fra Enilde, baronessa facoltosa e raffinata, Masino e Chilluzzo, l’uomo delle capre, e la morte di Franca, sorella maggiore di Ninetta divorata dal male senza nome (‘u matruni) che si accanisce sugli abitanti della casa del moro.

Rappresentato dall’agenzia letteraria Oblique, Schillaci è al suo romanzo d’esordio e dà prova d’essere dotato d’un talento cristallino. Non a caso, Vincenzo Consolo l’ha sostenuto e indirizzato, spingendo L’anno delle ceneri a un passo dalla candidatura finale al Premio Strega 2010: Schillaci è rientrato nella rosa dei 19 candidati ma non ha superato la selezione che ha decretato i primi 12 autori ammessi alla fase conclusiva del premio.

Roberto Giungato

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